L’all-in: Russell Westbrook
Da bandiera dei Thunder, Westbrook si è trasformato in un giramondo – di extra lusso – NBA.
Rockets e Wizards le due fermate consecutive, il suo contratto scadrà nel 2022\23 (player option) e gli Wizards sono in una situazione precaria: allenatore nuovo (Wes Unseld Jr), la possibilità che Bradley Beal possa uscire dal suo contratto nel 2022, gli infortuni di Thomas Bryant e Deni Avdija, la free agency di Robin Lopez, Alex Len e Raul Neto, il prossimo rinnovo contrattuale di Daniel Gafford, 10.1 punti e 5.6 rimbalzi di media con quasi 2 stoppate a partita in 23 gare giocate a Washington in questa stagione.
Il mega contratto di Russell Westbrook rende un’ipotetica trade davvero complicata. I Lakers dovrebbero includere Kuzma, Kentavious Caldwell-Pope, il “solito” Horton-Tucker (via sign and trade) e (forse) Montrezl Harrell (player option) solo per far quadrare i conti, e probabilmente aggiungerci una futura prima scelta al draft (2027 o 2028).
In cambio i Lakers otterrebbero un big three vero. Westbrook ha 33 anni e ha appena battuto il record in carriera di triple doppie di Oscar Robertson, dopo un inizio complicato anche a causa di un infortunio muscolare su cui Russ ha comunque giocato, la seconda parte di stagione dell’MVP 2017 è stata da All-NBA. Westbrook ha chiuso a quota 11.7 assist a partita in una squadra che ha chiuso al 17esimo posto per offensive rating, e il cui terzo miglior giocatore dopo l’infortunio di Thomas Bryant è stato Rui Hachimura.
Con LeBron James e Davis, ai playoffs Westbrook non sarebbe certo la prima opzione offensiva, ruolo in cui in post-season non ha mai eccelso storicamente. Anche a 37 anni James non disdegna giocare in transizione dove si guadagna ancora tanti punti facili, e Russ resta un animale da contropiede e gioco in velocità.
Per gli Wizards accettare una trade del genere significherebbe resa, rifondazione e la partenza di Bradley Beal. Occorrerà convincerli…

