E’ un Russell Westbrook “ben lungi dall’essere finito” e soprattutto determinato “a fare tutto ciò che serve” per vincere con i Los Angeles Lakers, quello che ha parlato a Adrian Wojnarowski di ESPN da Los Angeles.
I Lakers apriranno a breve la loro stagione 2022\23, il quinto anno a LA per LeBron James e il secondo del big three con Anthony Davis e Westbrook. L’ex superstar degli Oklahoma City Thunder, che diventerà free agente tra un anno, scommette di nuovo su sé stesso e si concentra solo sul suo lavoro.
“Se sento che i Lakers mi vogliano davvero qui? Non importa, io sono qui per fare il mio lavoro, come l’ho sempre fatto. Da vero professionista che dà tutto sé stesso ogni giorno e che compete“.
“E per questa squadra sono a disposizione per qualsiasi ruolo, sono pronto ad affrontare ogni richiesta“, anche se questa dovesse essere partire dalla panchina nei nuovi Lakers di coach Darvin Ham, con Patrick Beverley e il cavallo di ritorno Dennis Schroder in posizione di point guard. “C’è ancora grande ottimismo sul fatto che io, LeBron e AD (Davis, ndr) possiamo essere non fermabili, secondo me“.
Durante l’intervista, Westbrook ha ammesso di non essere sempre stato convinto dalle sue prestazioni lo scorso anno, statisticamente la sua annata peggiore dal 2010, ma una cosa che non vuole mettere in dubbio è la fiducia nei propri mezzi: “Certo, avrei voluto giocare meglio in certi frangenti ma fa parte dell’essere un giocatore NBA, alcune cattive partite capitano. La mia fiducia non cala mai. La cosa più dura” prosegue Russ “sono stati i momenti in cui il mio gioco ha avuto un impatto su quelli a me più vicini, la mia famiglia. Essere fischiato dal proprio pubblico, con i miei figli all’arena, non è stato bello. Ma io gioco nella NBA da così tanto tempo che ci si fa l’abitudine, certo è che lo scorso anno era iniziato come una cosa super eccitante per me, e poi lo si è rivelata molto meno“.
“Giocare a casa mia è stato comunque un sogno che si è realizzato, e soprattutto per le persone accanto a me, con cui sono cresciuto. Non tutto è andato secondo i piani, quello no“.
E in una squadra che perlomeno nel reparto guardie, con Schroder, Beverley, il rientro di Kendrick Nunn e con Lonnie Walker IV e Austin Reaves si annuncia più profonda e soprattutto giovane rispetto alla passata stagione, Russell Westbrook non si sente certo finito: “Non ci siamo neppure vicini, a quel giorno (…) ci saranno errori, partite brutte, e ho già detto che l’anno scorso avrei potuto fare di più. Oggi sono ancora più preparato che negli anni addietro ed è su questo che punto di più“.

