Russell Westbrook è diventato il capro espiatorio perfetto per i Los Angeles Lakers in ambasce mentre si avvicina la metà della stagione regolare NBA.
Sotto accusa, come se si trattasse di una novità, le sue percentuali al tiro non eccellenti (seppure migliori rispetto allo scorso anno) e le sue distrazioni difensive, e in generale le difficoltà dei Lakers di mettere in campo un attacco efficace quando Westbrook e LeBron James si dividono il campo. Difficoltà attribuite alla scarsa tendenza di Russell Westbrook a muoversi senza il pallone e giocare da bloccante per James.
Una soluzione tattica per nulla esplorata dai Lakers in stagione, e la responsabilità non può essere certo del solo Russ.
Westbrook che dopo le polemiche sulla sua performance nella partita di Natale, e la difesa pubblica di LeBron James, ha risposto in prima persona rivendicando con orgoglio il suo approccio alla pallacanestro: “Sono un po’ stanco di questa storia che tutti sanno che cosa dovrei fare e che cosa pretendono da me. Io scendo in campo e faccio quello che so fare meglio, ovvero competere, dare tutto per vincere le partite e migliorare i miei compagni. Come faccio da anni e anni e continuerò a fare, è semplice (…) tutti quanti dicono: lasciate che Russ sia Russ… ma nessuno tranne me sa che cosa significhi“.
“Il mio gioco non si basa sul solo fare canestro o no” ancora Westbrook “Ci saranno partite in cui il tiro non andrà dentro, ma io so fare altre cose che possono fare la differenza tra vincere e perdere“.
In stagione, Russell Westbrook sta viaggiando a 19.6 punti di media, con 7.9 rimbalzi e 8.1 assist a partita, il 45% dal campo e il 30.4% da tre punti. Westbrook sta inoltre tirando con il 47.8% dagli angoli (11 su 23), un’opzione che i Lakers potrebbero esplorare di più per meglio impiegare l’MVP 2017 nel loro attacco.
Le sue palle perse di media, 4.6, sono in linea con quelle dello scorso anno. Uno dei problemi dei Lakers è che tali palle perse sono della peggior specie, con passaggi fuori tempo e misura e palloni “vivi”, ovvero consegnati involontariamente spesso nelle mani delle difese avversarie. Mentre cercano di trovare una quadra assieme, Russell Westbrook e un LeBron James già spremuto ben oltre il preventivato a inizio stagione, stanno producendo un mare di turnover (3.5 di media per James), il plus\minus del big three James-Davis-Westbrook è finora un misero +1.1 per 100 possessi, con appena 102.9 punti segnati per 100 possessi.
Numeri che, al netto della difesa e delle palle perse di Westbrook, dell’età e del logorio di LeBron e dei problemi fisici di Davis, dovranno cambiare radicalmente quando il lungo ex Pelicans tornerà in campo. Pena, una stagione di fatto già finita per i Lakers, se l’obiettivo resta fare strada ai playoffs.
