Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsOklahoma City ThunderPaul George: “I super-team sono necessari per vincere oggi, chi critica non capisce”

Paul George: “I super-team sono necessari per vincere oggi, chi critica non capisce”

di Michele Gibin
warriors-thunder-Playoffs NBA

Super team si, o super team no? Per Paul George la questione che tiene banco da mesi nella NBA, in attesa della nuova stagione, è in realtà un falso problema.

Come riportato da Tim Bontemps del Washington Post, Paul George rigetta le critiche rivolte oggi ai giocatori NBA, accusati di mettere da parte il loro spirito competitivo ed “accordarsi” per tentare di vincere assieme in squadre infarcite di All-Star.

“Nessuna squadra in cui uno solo fosse la star ha mai vinto un titolo NBA”. Questo il pensiero di partenza di PG13. Difficile, pensando alle grandi dinastie di Lakers, Boston, San Antonio, Golden State, dare torto alla stella degli Oklahoma City Thunder.

George vede però nella ventata di avversione che ha investito nel recente passato squadre come i Golden State Warriors, o i Miami Heat del trio James, Wade e Bosh, un segnale invero positivo della nuova consapevolezza dei giocatori NBA del loro ruolo attivo nella costruzione di un sistema vincente.

Scelte come quelle di DeMarcus Cousins, o di Kyrie Irving e dello stesso George e di Carmelo Anthony appena un anno fa, oppure ancora di Kevin Durant, sebbene diverse e personali, sono dunque nelle parole di Paul George assolutamente “giustificabili”. Decisioni votate alla ricerca della via più giusta – e non di quella più facile – per vincere.

Paul George: ” Non capisco le critiche, per vincere serve tanto talento in squadra”

Paul George prende spunto dalle critiche arrivate recentemente da leggende come Charles Barkley o “Sua Altezza Aerea” (Sandro Ciotti dixit) Michael Jordan.

I Terrori dei Sette Mari NBA, i Golden State Warriors…

Secondo i grandi ex, la tendenza dei giocatori a riunirsi in super-team contribuirà in futuro ad abbassare il livello competitivo della lega, dividendola tra poche squadre vincenti e di conseguenza mete predilette per tutti i free agent di spessore su piazza, e team perdenti, in grado a malapena di “tenere il passo”.

L’ex Indiana Pacers confessa di non comprendere tale visione:

 

Nessuna squadra in cui uno solo fosse la star ha mai vinto un titolo. Non so come tanti ex giocatori sembrino non capire questo. Oggi è tutto diverso. Quelli che arrivano e dicono: ‘non siete come i giocatori di una volta’… non lo capisco. Come potrebbe qualcuno di noi andare da solo a sfidare gli Warriors, chi vogliamo prendere in giro?

– Paul George sulle critiche degli ex giocatori –

Il 5 volte All-Star prende poi l’esempio secondo lui massimo di “eroe solitario” che sfida la corazzata inaffondabile, ovvero il LeBron James edizione 2018 con i Cleveland Cavaliers, per spiegare il proprio punto di vista:

Il miglior giocatore della lega non ha potuto fare niente (da solo), è stato spazzato via. Questo dimostra a tutti che cosa ci voglia oggi per vincere. Ti servono giocatori e talento paragonabili ai tuoi, per vincere dei titoli

Secondo George quindi, la volontà di alcuni grandi giocatori di intendere le proprie carriere in “blocchi”, in periodi della durata di una tornata contrattuale in cui unire gli sforzi per tentare la scalata al titolo, è solo uno – ed inedito – dei sistemi per costruire grandi squadre, parallelamente a draft e free agency.

Una volta, i giocatori rimanevano anni e anni nella stessa squadra. Era compito esclusivo dei front office costruire attorno alla stella della squadra un gruppo forte, ed era responsabilità della stella della squadra portare quel gruppo al titolo. oggi non è più così… noi giocatori lo capiamo, sappiamo di cosa abbiamo bisogno

– Paul George sul differente approccio dei giocatori NBA sulle proprie carriere –

Non solo Paul George. Le parole di Wall, Harden e Mike Conley

Se dovessimo basarci sulle dichiarazioni estive di molti dei protagonisti della prossima stagione, e soppesarle, non potremmo non constatare come posizioni critiche come quelle espresse da – tra gli altri – C.J. McCollum siano, per quanto argomentate e per certi versi “romantiche”, destinate a non durare.

CJ McCollum

CJ McCollum non vede i “super-team” di buon occhio

Dalle pagine del Washington Post, Tim Bontemps riporta le impressioni di alcuni giocatori di primo piano nella NBA di oggi.

Secondo John Wall, ad esempio, semplicemente: “senza un super-team, senza tre stelle o tre All-Star in squadra, non si vince“.

D’altro canto, Mike Conley dei Memphis Grizzlies, che al pari di Wall ha comunque al proprio fianco un All-Star di assoluto livello come Marc Gasol, descrive l’altro lato della medaglia NBA quando si parla di capacità di una franchigia o di una città di attrarre grandi free agent:

Si, a volte può essere frustrante. A Memphis, un mercato piccolo, è difficile fare affidamento sulla sola free agency. Devi costruire tramite il draft. E con tutto quello che altre realtà sono riuscite a realizzare sul mercato dei free agent, con gli scambi… senti di aver perso delle occasioni

Chris Paul-Rockets-Timberwolves streaming

…E gli sfidanti Chris Paul e James Harden, degli Houston Rockets

James Harden ed Eric Gordon, rispettivamente MVP in carica e sesto uomo di uno dei classici super-team NBA, gli Houston Rockets che da quest’anno potranno contare sull’arrivo del terzo All-Star Carmelo Anthony, ribadiscono come la volontà di un giocatore NBA e le scelte che ne distinguono la carriera siano dettate dal solo, esclusivo desiderio di vincere.

Spiega Gordon: “Molte persone devono ancora capire un fatto: i giocatori giocano per vincere, cercano realtà vincenti. Quando riesci a creare una mentalità vincente, le cose diventano più facili. E’ un bene vedere tutti questi “super-team”, perché ciò significa che lo spirito competitivo dei giocatori è più alto che mai

Super team o no, per James Harden sono lavoro quotidiano e dedizione a fare di un gruppo di giocatori una squadra vincente:

Devi fare in modo che accada. Devi accettare la sfida. Devi impegnarti e sudare ore in palestra per raggiungere il limite, la vetta. Se non fai tutto ciò, semplicemente non ci arriverai mai

You may also like

Lascia un commento