La settimana appena conclusa ha visto l’arrivo della trade deadline del 19 Febbraio. La giornata si è consegnata alla storia come una delle più prolifiche a livello di scambi portati a termine. Limitandoci alla prospettiva degli Heat, diamo un’occhiata a quello che è successo.
La trade
Lo scambio ha visto arrivare a South Beach Goran e Zoran Dragic da Phoenix, con i Suns che hanno anche mandato (tra gli altri) Isaiah Thomas a Boston, prendendo Knight dai Bucks. Gli Heat hanno ceduto ai Suns due scelte al primo turno, oltre ad aver salutato ben 4 giocatori: Cole, Granger, Williams ed Hamilton. L’acquisizione di Dragic è stata una grande mossa da parte di Riley, capace di prendere un giocatore di grande valore in cambio, sostanzialmente, di due “late first round picks”, due scelte di fine primo giro, probabilmente. Per quanto riguarda i giocatori ceduti, Hamilton e Williams erano ormai fuori dalle rotazioni, mentre Cole e Granger stavano rendendo nettamente al di sotto delle aspettative. Ci si è inoltre liberati del contratto di Granger anche per il prossimo anno (una player option da oltre 2 milioni). D’altra parte, lo scambio ha anche accorciato, e di molto, una panchina già deficitaria. Se il backcourt è coperto (Goran Dragic, Wade, Napier, Chalmers, Johnson e Zoran Dragic), lo stesso non si può dire dei ruoli di ala (il solo Ennis come cambio di Deng e Haslem come unica PF). Gli Heat hanno comunque firmato Henry (già Bill) Walker, ex Knicks, con un decadale.
Stagione finita per Bosh
Poche ore dopo la conclusione della trade, gli Heat hanno però ricevuto una pessima notizia: Chris Bosh resterà fuori per il resto della stagione, a causa di un’embolia polmonare. In ogni caso, fortunatamente, è stato scongiurato il pericolo di vita per CB1. D’altro canto, non si è comuque parlato di un suo rietro per la prossima stagione. La situazione resta da monitorare. Non si vedrà in campo, dunque, l’interessantissimo quintetto Dragic-Wade-Deng-Bosh-Whiteside. Non avere Bosh comporterà moltissimi problemi agli Heat, sia dal punto di vista tecnico, che numerico. L’assenza dell’ex Raptors, infatti, lascia Miami con il solo Haslem nel ruolo di 4, dopo la cessione di Williams. Bosh, inoltre, era il miglior tiratore da fuori dell’intera squadra. Gli Heat dovranno dunque provvedere a coprire queste due falle, per non precipitare fuori dai Playoffs.
Risultati
Finita la pausa post-All Star Game, l’NBA è tornata in campo. Miami ha affrontato i derelitti Knicks in quel di New York, con gli Heat vittoriosi per 111-87. Spoelstra ha deciso di inserire Haslem nel quintetto, facendo giocare a Deng i minuti da 4 di riserva. La partita, che non può certo essere un test valido, ha visto il rientro di Wade (12 punti, 4 rimbalzi e 4 assists in 22 minuti) e la prova convincente di Napier (18 punti, 7 rimbalzi e 6 assists, con 4\5 da 3, anche se perdendo 7 palloni). Buona prova anche di Mario Chalmers, nonostante il 4-14 al tiro (13 punti, 6 rimbalzi, 7 assists e 8 recuperi) e Tyler Johnson (14 con 3\4 dall’arco).
Al ritorno all’AAA, gli Heat hanno invece subito una sconfitta, per mano dei Pelicans, 105-91. L’esordio di Goran Dragic non è stato dei migliori (12 punti e 1 assists, con 4-11 al tiro) e i problemi di Miami sono venuti fuori in maniera abbastanza evidente. Senza validi tiratori sul perimetro, gli Heat sono spesso andati a sbattere contro la solida difesa interna del Pelicans. Nè Dragic nè tantomeno Wade sono soliti utilizzare il loro tiro da 3 per aprire le difese, preferendo attaccare il ferro. Essendo Whiteside pericoloso solamente negli ultimi 2 metri, gli unici giocatori del quintetto che dovrebbero segnare sugli scarichi sono Haslem (…) e Deng, non proprio due specialisti. In ogni caso, Riley non sembra si stia muovendo in questo senso, considerando che i due obbiettivi di mercato principali sono Thomas Robinson (tagliato da Denver) e Andray Blatche. Robinson porterebbe grande energia a rimbalzo, mentre Blatche è un giocatore più tecnico (ma sicuramente meno cattivo, agonisticamente parlando)
Prossima settimana
La prossima settimana vedrà Miami impegnata in 4 partite, due alla Triple A (contro Philadelphia e Atlanta) e due in trasferta (ad Orlando e New Orleans). Vista la situazione del roster, ottenere due vittorie sarebbe già un buon risultato. I prossimi sette giorni saranno anche decisivi per il mercato, visto che entro la fine della settimana dovrebbe essere ufficializzata almeno una firma.
Per NBAPassion.com,
Leonardo Zeppieri

