NBA Weekly Review: Miami Heat

di Leonardo Zeppieri

Durante la settimana appena conclusa, gli Heat hanno giocato 3 partite, ottenendo solamente una vittoria. Miami ha ora un record di 29-36, valevole per il nono posto nella Eastern Conference.

Risultati

Dopo tre vittorie consecutive in casa (prima volta in stagione), la partita contro i Celtics sembrava quella giusta per continuare un cammino positivo, ed invece così non è andata. Gli Heat non hanno trovato mai punti facili, perdendo tutti i quarti ad eccezione del secondo. Complice l’assenza di Dragic, l’attacco di Miami è risultato molto imballato, con il solo Wade sempre pericoloso (34 punti con 13-23 dal campo). L’episodio più importante, però, non è stato tecnico, ma comportamentale: Hassan Whiteside si è fatto espellere ancora una volta. La cosa più grave è stata la modalità dell’espulsione, causata da un’immotivata spinta ai danni di Olynik, a palla lontana. Dopo la partita, i due capitani, Haslem e Wade, sono andati a parlare con il giovane centro, facendogli capire che comportamenti del genere non saranno più tollerati.

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DWade in lunetta, dove ha avuto parecchio successo recentemente

 

Dopo un giorno di riposo, Miami ha affrontato Brooklyn, sempre alla Triple A, completando lo sweep stagionale (4-0). Gli Heat, privi di Whiteside per squalifica, hanno ritrovato Dragic, tornato e in campo e autore di 17 punti. Del rientro dello sloveno ha beneficiato tutta la squadra, come dimostrano i 23 assists, a fronte di sole 10 palle perse. L’inizio è stato subito esaltante per gli uomini di Spoelstra, con Wade in versione facilitatore (5 assists prima ancora di tentare un tiro) e Andersen sugli scudi (18 punti e 14 rimbalzi, con 8-9 al tiro). In assenza di Whiteside, anche Haslem ha dato un contributo importante (7 punti, 9 rimbalzi e 3 assists), mentre Luol Deng e un po’ tutti gli altri comprimari, non sono mai entrati pienamente in partita. Alla fine il migliore è risultato ancora una volta Wade (28 punti e 9 assists), che attraversa un gran periodo di forma.

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L’ultima partita della settimana gli Heat l’hanno giocata in Canada, contro i Raptors. Nonostante il momento poco felice di Toronto, Miami non è stata in grado di portare a casa la vittoria, facendosi staccare in doppia cifra nel secondo quarto, senza più riuscire a ricucire lo strappo. Per i padroni di casa, da sottolineare la prestazione di Lowry (19 punti, 8 assists, 8 rimbalzi e 6 recuperi); per gli Heat, invece, il migliore è stato il solito Wade (25 punti con 9\13 dal campo). Positivo l’impatto di Whiteside (9 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate, anche se è sembrato un po’ imballato) e Dragic (18 punti e 5 assists). Ancora in difficoltà Herny Walker (solo 3-12 al tiro) e Deng, sensibilmente calato dopo una serie positiva di partite. Nonostante 11 punti e 9 rimbalzi, Michael Beasley non può ancora dirsi un giocatore affidabile, viste le brutte scelte di tiro e i banali errori difensivi.

Rotazione

Ancora grande fatica nel trovare stabilità per Miami, visti i soliti acciacchi e le squalifiche. Herny Walker si è guadagnato il posto da PF titolare (oltre ad un contratto fino al termine della stagione), togliendo molti minuti a Haslem (che non ha giocato nè contro Boston, nè contro Toronto). Settimana da 0 minuti per James Ennis, chiuso dalle nuove ali e dalla scelta di Spoelstra di utilizzare spesso 3 guardie (Dragic, Wade e Johnson) contemporaneamente. Appena 7 i minuti concessi a Napier (tutti contro i Celtics). Abbastanza chiara la scelta del coaching staff, che non vuole più rischiare in un momento così delicato della stagione.

Classifica e prossima settimana

Gli Heat restano, per la seconda settimana di fila, fuori dalla zona Playoffs, con le solite Indiana (30-35) e Charlotte (29-35) davanti. Miami (29-36) ha un record pari a quello di Boston che, con Brooklyn(26-38), sembra l’unica squadra ancora in lotta. Quattro le partite da giocare durante i prossimi 7 giorni, contro Cleveland, Portland e Denver all’AAA, per poi chiudere domenica ad OKC. Settimana abbastanza complessa, uscire con 2 vittorie sarebbe un risultato più che soddisfacente.

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