Archiviato ormai il primo ormai il primo turno, con le semifinali che son già partite, è tempo di analizzare i protagonisti dell’ormai passata ed emozionante fase iniziale degli NBA Playoffs, in particolare ad Ovest. C’era da aspettarsi delle serie ad alto tasso di spettacolarità e così è stato: ecco dunque il quintetto ( con tanto di sesto uomo e coach) dei giocatori che si sono contraddistinti finora tra cui troviamo molti interpreti della sfida thrilling tra San Antonio Spurs e Los Angeles Clippers.
PM: Chris Paul
Tecnica sopraffina e leadership da vendere. Il playmaker è stato il grandissimo trascinatore dei Clippers vittoriosi sui campioni incarica degli Spurs. Numeri allucinanti per la point guard nelle sette gare disputate ha messo a referto una media di 22.7 punti, 4.6 rimbalzi e 7.9 assist. Ma la sua commovente prestazione in gara 7 è andata oltre le semplici statistiche. Nonostante un problema fisico, è riuscito ad infilare 26 punti, compresi i due decisivi che hanno permesso ai losangelini di passare il turno.
SG: James Harden
Se gli Houston Rockets hanno schiantato i Dallas Mavericks con un secco 4-1 è in gran parte merito del ‘Barba’. L‘impatto sulla serie dell’ex guardia degli Oklahoma City Thunder è stato letteralmente devastante: è lui la punta di diamante dei texani, sia a livello tecnico che spirituale. In gara 3, Harden ha segnato ben 42 punti, registrando così il suo nuovo career high ai playoff.
SF: Kawhi Leonard
Il Defensive Player of the Year ha fatto valere il suo status di pedina fondamentale del sistema Popovich dando una grossa mano anche nella fase offensiva: la media di 20.3 punti è la conferma l’ala degli Spurs ha una certa dimestichezza ad andare a canestro. L’eliminazione ha lasciato l’amaro in bocca, ma in quel di San Antonio sono ottimisti per il futuro, visto che il buon Leonard rappresenterà una colonna portante su cui appoggiare la ricostruzione del roster.
PF: Blake Griffin
Chi ha detto che il caro Blake sa solo schiacciare? L‘ala grande dei Clippers è ormai un giocatore maturato sotto molti aspetti del gioco. 24.1 punti, 13.1 rimbalzi e 7.4 assist: statistiche, se possiamo dirlo, ‘robertsoniane’ per il prodotto di Oklahoma, praticamente immenso nell’emozionate serie con gli Spurs, dove è riuscito a sgomitare contro Tim Duncan e Tiago Splitter. Uscendone vincitore.
C: Tim Duncan
Per la serie: 39 anni e non sentirli. Molti sperano che l’ormai celeberrima gara 7 coi Clippers non sia stata l’ultima per il giovanotto degli Spurs che, nonostante l’età, continua a regalare prestazioni eccellenti manco fosse un promettente rookie. Nell’ultimo match giocato è riuscito a mettere a referto 27 punti e 11 rimbalzi, arrivando quasi a stoppare il tiro decisivo di Chris Paul. Evergreen.
6th Man: Stephen Curry
I suoi Golden State Warriors hanno spazzato via senza troppi problemi i New Orleans Pelicans di Anthony Davis. Nello sweep rifilato alla franchigia della Louisiana si è vista lontano da un miglio la firma indelebile del numero 30. Lo stesso infatti ha mostrato il suo talento cristallino che gli ha permesso di diventare MVP dell’ultima stagione regolare. Implacabile realizzatore e brillante direttore d’orchestra: con un Curry così, per i tifosi di Oakland è lecito sognare. In fondo, basta vedere l’incredibile buzzer beater messo a segno in gara 3…
HEAD COACH: DOC RIVERS
La partita a scacchi col guru Gregg Popovich l’ha vinta l’ex allenatore dei Boston Celtics. Non solo a livello tattico, ma anche a livello mentale e caratteriale: i suoi Los Angeles Clippers hanno meritato il passaggio alle semifinali, arrivato grazie alla guida egregia del loro cinico condottiero.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)







