Il progetto di ricostruzione di New York è, sicuramente, uno dei più interessanti in corso. Ciò non vuol dire che funzionerà, ma con l’arrivo di Phil Jackson si respirava un certo ottimismo in estate, che poi si è tramutato nuovamente in pessimismo a causa degli scarsi risultati che Fisher sta ottenendo con la squadra che si è trovato a gestire in questa stagione. Cerchiamo di analizzare le variabili che potrebbero portare i Knicks al successo nuovamente:
1) Contesto
Il contesto di New York è importantissimo. La Grande Mela non è Detroit né Philadelphia dove la pressione mediatica è molto attenuata. A NY i media sono in continua tensione su ogni minimo aspetto o lato trasversale che potrebbe riguardare la franchigia dei Knicks. Questa situazione, sia a livello di media che di pubblico potrebbe influenzare il progetto di Phil Jackson. Potrebbe avere effetti positivi qualora le cose cominciassero ad andare come dovrebbero oppure negativamente, in caso di risultati negativi anche nella prossima stagione. Per coach Zen e Carmelo Anthony la situazione non sarà facile da affrontare.
2) Draft
La situazione in casa New York in classifica non è delle migliori, ma questo porta anche ad una lettura positiva: scelte migliori al draft.
Se i Knicks continueranno a seguire in scia i Sixers come peggiore squadra dell’anno, potrebbero avere molte chance per vincere la lottery ed avere la prima scelta assoluta al draft 2015-2016. Di prospetti interessanti ce ne sono a bizzeffe, soprattutto lunghi, che servono come il pane ad una franchigia che ha Stoudemire e Dalambert come PF e C in questa regular season con Bargnani ancora out. Pescare Jahlil Okafor sistemerebbe non di poco la questione difesa del ferro: a quel punto ci si potrebbe concentrare bene sulla ricostruzione intorno a Melo-Calderon e la scelta con molto spazio da poter utilizzare nella FA….
3) Situazione salariale
Il Salary Cap della franchigia in questa season non ha permesso movimenti: Phil Jackson si è trovato con le mani legate in estate e l’unica vera operazione degna di nota è stata tradare Chandler con Dallas (insieme a Felton) per ottenere Dalambert, Calderon e delle scelte. Il contratto di Bargnani da 10 milioni pesa e quello di Stoudemire da 23 ancora di più: inoltre con la firma di Melo del suo maxi contratto lo spazio salariale era terminato per cercare di attrarre altri free agent. A fine anno i due contratti però scadranno e sicuramente non verranno rinnovati (almeno non a quelle cifre).
La piazza attrae e non poco (chiedete a Dragic) e visto il gran numero di free agents interessanti, Phil Jackson con il suo carisma proverà a portare qualcuno al Madison Square Garden, per provare in un paio di anni a ricostruire una franchigia vincente attorno a Carmelo Anthony.
L’impresa è molto difficile, ma non proibitiva, simile a quella dei Lakers, ma con meno incognite: i Knicks torneranno ad essere competitivi nella Eastern Conference?

