Neanche il tempo di finire che la testa è già al prossimo All Star Game. Il format 2018, con i capitani a comporre i due team, è piaciuto (e non poco). La gara delle stelle è stata equilibratissima e si è risolta soltanto negli ultimi secondi. Certo l’assegnazione di 100.000 dollari ai giocatori che avrebbero vinto ha reso il tutto decisamente più competitivo, specie se ci ricordiamo quello (vergognoso) dell’ultimo anno, concluso 192 a 182.
Come migliorare l’All Star Game
Ma l’All Star Game può essere migliorato ancora? La risposta è si, almeno secondo i colleghi di TheScore.com, con 3 cambiamenti che vi elenchiamo:
- Scelta delle squadre in diretta Tv
- Selezione dei migliori 24 giocatori dell’NBA, senza divisioni tra Est ed Ovest
- Meno Kevin Hart
Spieghiamo meglio. Partiamo dal punto 1 ossia che i due capitani, quest’anno LeBron James e Stephen Curry, scelgano in diretta Tv (come anticipato anche dal commissioner Adam Silver), i vari componenti delle loro rispettive squadre cosi da aumentare la “drammaticità” del momento per vedere il “senso di colpa” sulla faccia di chi sceglie e l’angoscia dei giocatori che attendono una chiamata.
Sul punto 2 ci sarebbe probabilmente ben poco da dire perché se viene chiamata “La gara delle stelle” allora pretendiamo le stelle. Impensabile vedere in campo, con tutto il rispetto, Dragic, Lowry o Oladipo con a casa giocatori del calibro di Chris Paul, Carmelo Anthony e Blake Griffin. Come abbiamo visto negli ultimi anni c’è troppo squilibrio tra Est ed Ovest ed allora, piuttosto che fare le due solite graduatorie con le preferenze, se ne potrebbe fare una unica che premia i migliori 24 giocatori della NBA.
Concludiamo con il punto 3, ovvero meno Kevin Hart. E’ un grande comico ed è anche tra i preferiti di moltissimi giocatori della Lega ma, per una volta, ci piacerebbe non associare il suo faccione, seppur estremamente simpatico, all’All Star Game.

