Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatNo Ceiling Bam Adebayo: “Voglio diventare tra i migliori di sempre nel mio ruolo”

No Ceiling Bam Adebayo: “Voglio diventare tra i migliori di sempre nel mio ruolo”

di Michele Gibin
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Una volta firmato il primo contratto NBA di quelli che ti cambiano vita e carriera, l’obiettivo di Bam Adebayo dei Miami Heat è tanto semplice quanto ambizioso: “Voglio che a fine carriera il mio nome possa entrare nelle discussioni sui migliori cinque lunghi della storia NBA. Così è come vorrei essere ricordato, come un giocatore che ha cercato di cambiare il basket“.

Adebayo ha firmato da pochi giorni il suo contratto al massimo salariale da 5 anni con gli Heat, diventandone a 24 anni il giocatore franchigia. Un contratto che rende più impervia (ma non impossibile, attenzione) la strada di Miami verso Giannis Antetokounmpo, qualora tra un anno il due volte MVP dovesse davvero lasciare i Bucks.

Ce n’è abbastanza per avvertire l’importanza del momento, per Edrice “Bam” Adebayo. La finale NBA raggiunta a ottobre è solo il primo passo per il lungo ex Kentucky, che in una sola stagione e finalmente con tanti minuti a disposizione ha prodotto un miglioramento impressionante, si è guadagnato il primo All-Star Game in carriera e una nomina nel secondo quintetto difensivo All-NBA. Adebayo ha chiuso la sua stagione 2019\20 a 15.9 punti e 10.2 rimbalzi di media, con 5.1 assist a partita. Cifre cresciute ai playoffs fino a quasi 18 punti oltre 10 rimbalzi, e una presenza difensiva ben descritta dalla serie di finale di conference contro i Boston Celtics e dalla stoppata su Jayson Tatum nel finale di gara 1, ai tempi supplementari.

Il soprannome che mi hanno dato qui è ‘no ceiling’, ovvero senza limiti“, spiega Adebayo Questo spiega bene dove io voglia arrivare, voglio non avere limiti a ciò che posso fare in campo ed essere il miglior giocatore possibile e vincere con questa squadra. Non posso che sentirmi così, quando una squadra come gli Heat investe 163 milioni – che potrebbero diventare 200 – su di me. Una responsabilità grande, ora tocca a me capire come fare per vincere, come portare la squadra a quel livello. E ci riuscirò“.

Mi sento davvero come se stessi tentando di cambiando il basket. Sono un centro in grado di giocare su entrambi i lati del campo, passare il pallone e fare la differenza in campo in un ruolo come questo“.

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