In attesa dell’uscita anche in Italia di “Tornare a vincere”, il nuovo film in cui Ben Affleck interpreta un tormentato allenatore di basket, la pellicola è uscita il 6 marzo in tutte le sale americane, e nei giorni precedenti al lancio la troupe, capeggiata ovviamente da Affleck, sta girando tra eventi e programmi per pubblicizzare il film.
In una delle tante giornate dedicate a “The Way Back” è stato presente anche l’ex campione NBA dei Miami Heat, Chris Bosh. Affleck ha anche partecipato poi personalmente ad una puntata di TNT in cui promuoveva la sua ultima fatica anche ai tanti appassionati della pallacanestro.
Come abbiamo già raccontato, nel film il protagonista sarà un uomo distrutto dalla vita. Jack Cunningham era infatti una promessa del basket liceale, ma non è mai riuscito a sfondare. E piano piano tutto gli è rovinosamente crollato addosso. L’apice di questo iceberg di sofferenze è stata la morte della moglie, che lo ha lasciato senza alcun barlume di speranza. Da quel momento Cunningham si è rifugiato nell’alcol e in una vita di rimpianti e dolori. Ma ecco la scialuppa di salvataggio: il suo vecchio liceo lo richiama per allenare la squadra della scuola. La pallacanestro, il nuovo impegno lavorativo e la vicinanza dei ragazzi gli faranno ritrovare sé stesso in un percorso di crescita continuo.
Per Affleck, questo non è un film qualunque. La pellicola riprende molti tratti autobiografici dell’attore che negli ultimi anni ha passato un periodo non felice. Nel 2015 infatti è arrivato il divorzio con la moglie Jennifer Garner, evento che l’attore ha definito come il più grande rimorso della sua vita. E per superare quel momento infelice, lo stesso Affleck ha preso la via dell’alcolismo. Proprio come il personaggio che interpreta in “Tornare a Vincere”. Ecco che perciò questo film sancisce per lui una ripartenza positiva sia come attore che come persona. Rappresenta un nuovo inizio.
Gli sono state rivolte, non a caso, molte domande riguardo i paralleli presenti tra il personaggio che interpreta e la sua vita personale. “Ultimamente, la mia responsabilità come attore è di offrire una performance veritiera. E l’aver affrontato quella particolare esperienza e il conoscere l’alcolismo mi hanno reso più sicuro. Tuttavia, il personaggio che interpreto ha subito una perdita terribile (la morte della moglie, ndr) che io non posso nemmeno immaginare. E quello è stato pauroso perché non volevo neppure pensare ad una cosa simile”.
Poi ha continuato: “Lo scopo del film è far capire come si possono superare le cose. Come affrontare il passato e come riuscire a trionfare sulle cose difficili che ci capitano tutti i giorni”.
Il basket quindi come strumento efficace per ritrovare sé stessi. Come trigger per superare le difficoltà ponendosi davanti nuove sfide e nuovi ostacoli. Attraverso il suo nuovo ruolo da coach, infatti, Cunningham ritrova la voglia di vivere, la voglia di rimettersi in gioco e di scoprire che la vita va avanti. E va avanti sempre. Anche dopo le peggiori disgrazie.
Ha riassunto bene questo concetto lo stesso Affleck citando una frase del rapper Kanye West. “Tu non sei i tuoi problemi, ma le soluzioni ai tuoi problemi”.

