Ben Simmons è tornato a parlare con i giornalisti per la prima volta dal maggio scorso, e per la prima volta lo ha fatto da giocatore dei Brooklyn Nets.
Alla conferenza stampa di presentazione, Simmons non ha fornito dei tempi certi per il suo ritorno in campo dopo 8 mesi, ma a precisa domanda ha risposto di “sperare” di poterci essere quando i Nets giocheranno contro i suoi ex Philadelphia 76ers, il 10 marzo prossimo.
Vedremo. Nel frattempo, per Simmons è stata di fatto la prima occasione per raccontare la sua versione dei fatti, dopo aver sentito per mesi le sole “campane” di Daryl Morey, Doc Rivers e Joel Embiid: “Cosa è andato storto a Philadelphia? Se lo sapessi ve lo direi, si è trattato di cose che si sono accumulate nel tempo e che dovevano uscire fuori. Non sono stato bene nell’ultimo periodo lì, dal punto di vista della serenità mentale. Ora guardo solo avanti“.
Ben Simmons ha poi definito i suoi “problemi psicologici” come da ascrivere soprattutto alla sfera personale, senza mettere il carico da novanta sui Sixers: “La cosa che volevo era ritrovare la serenità necessaria per ritornare in campo. Non era Philadelphia, non erano i tifosi o l’allenatore ma una questione personale, che risale ad ancora prima della serie contro Atlanta (ai playoffs 2021, ndr). E non è ancora concluso come percorso, ma ora sono nel posto giusto per ripartire“.
“Le persone posso dire ciò che vogliono, lo hanno fatto per mesi e io non ho mai replicato. Le opinioni ci saranno sempre. Per quanto mi riguarda, qui a Brooklyn tutti mi hanno accolto alla grande, non vedo l’ora di iniziare“. Sulle prospettive in campo del nuovo big three dei Nets Durant-Irving-Simmons, sperando in miglior fortuna rispetto alla prima versione con James Harden: “Non vedo l’ora di scendere in campo con loro, sono giocatori incredibili, con un talento incredibile. Penso proprio che abbiamo un potenziale spaventoso, alla velocità con cui intendiamo giocare, penso sarà qualcosa di irreale“.

