Il secondo buzzer beater stagionale di Bojan Bogdanovic regala un successo esterno di prestigio agli Utah Jazz, che al Toyota Center stendono per 114-113 gli Houston Rockets.
A dicembre, erano stati i Milwaukee Bucks le “vittime” di Bogdanovic, che si ripete contro i Rockets e segna da 8 metri dopo aver ricevuto una rimessa laterale da Joe Ingles, a 1.2 secondi dal termine. Il buzzer beater del croato vanifica un’altra prestazione maiuscola di Russell Westbrook, che chiude con 39 punti e 18 su 33 al tiro.
Il tiro vincente di Bogdanovic è appena il secondo della sua partita, in una gara da 2 su 7 dal campo. Per i Jazz, a sopperire alle difficoltà offensive di Bogdanovic e Donovan Mitchell ci pensano Mike Conley (20 punti, 5 rimbalzi e 6 assist) e soprattutto Jordan Clarkson, che dalla panchina termina con 30 punti in 29 minuti.
“Il gioco sulla rimessa era disegnato per me” Così Bogdanovic dopo la partita “E’ bello sentire la fiducia anche dopo una partita difficile come la mia, fino a quel momento. Avevo due uomini addosso, pensavo mi avrebbero stoppato o commesso fallo, ma quando ho tirato ho sentito subito che sarebbe andata dentro. Quando sei l’uomo designato per l’ultimo tiro, meglio farsi trovare pronto“.
“Non so come abbia fatto, ma ci va bene così!” Mike Conley commenta il tiro del suo compagno. I Rockets erano passati avanti nel punteggio (110-109) con una tripla di Robert Covington a 28 secondi dal termine, imbeccato da James Harden. Dopo due tiri liberi realizzato da Mitchell, sull’ultimo possesso Russell Westbrook trova P.J. Tucker che dall’angolo destro segna il tiro da tre punti del 113-111, prima del “miracolo” di Bogdanovic.
Harden chiude la sua partita con una tripla doppia da 28 punti, 10 assist e 10 rimbalzi, ma fatica ancora al tiro da tre punti (2 su 13), sono 14 i punti per Covington, Rockers senza Eric Gordon, out per un problema alla gamba sinistra.
“Hanno segnato un tiro incredibile, nulla da eccepire” Così Mike D’antoni commenta di nuovo un tiro sulla sirena che condanna i suoi Rockets, dopo quello di Nemanja Bjelica dei Sacramento Kings dello scorso 11 dicembre “C’erano due giocatori su Bogdanovic, ho temuto anche il fallo… giù il cappello“.
“Bogdanovic deve solo giocare, è un tipo competitivo e gli ho detto di stare dentro la partita. Ne aveva bosogno, sa che noi facciamo grande affidamento su di lui“, così coach Quin Snyder.
