Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsBrandon Ingram sui Lakers: “Le voci di trade ammazzarono l’ambiente”

Brandon Ingram sui Lakers: “Le voci di trade ammazzarono l’ambiente”

di Michele Gibin
Brandon Ingram lakers

Brandon Ingram ha trovato ai New Orleans Pelicans quello che l’arrivo di LeBron James ai Los Angeles Lakers gli aveva “tolto”, ovvero la prospettiva di diventare il giocatore franchigia della sua squadra. Dopo una stagione 2018\19 passata assieme a LeBron e tentando di adattarsi a un ruolo di spalla a King James, e condizionata dai problemi fisici sia del numero 23 che dello stesso Ingram, il prodotto di Duke è finito coinvolto nella necessaria trade che avrebbe portato Anthony Davis ai Lakers e accontentato le ambizioni di LeBron.

A NOLA Ingram si prima imposto come All-Star, e quindi come giocatore più migliorato della stagione nel 2020, e infine premiato dai Pelicans con un contratto al massimo salariale da 158 milioni di dollari in 5 anni.

Brandon Ingram e Zion Williamson sono le stelle indiscusse dei nuovi Pelicans, la cui sfida è ora trovare i giocatori giusti da mettere intorno ai due. L’inizio di stagione dei Pels è sinora incoraggiante, 2-2 il record dopo la brutta sconfitta in trasferta contro i Phoenix Suns di Chris Paul, e a New Orleans si guarda solo avanti. Ingram si è però concesso uno sguardo ai suoi giorni da Lakers ospite del podcast The Old Man & the Three del compagno di squadra J.J. Redick, parlando della tensione che nel febbraio 2019 spaccò lo spogliatoio dei gialloviola investito dai rumors su Anthony Davis.

Ricordo che i rumors ammazzarono letteralmente qualcuno dei nostri, si alzavano la mattina e vedevano il loro nome buttato su Twitter. E i ragazzi, su Twitter ci passavano davvero parecchio tempo… l’energia se ne andò completamente, sembrava che nessuno volesse più giocare. Io non ho voluto farmi coinvolgere e ho tentato di restare concentrato, ma fu una sorta di tempesta. Non era una situazione normale, ci fu ricordo una partita in cui mi sentii davvero fuori posto, alzai la voce con i compagni, con l’allenatore e anche con me stesso, quei rumors mi fecero capire cosa c’era in ballo, le telecamere puntate… fu difficile. Decisi di pensare solo a lavorare e di non pensare a Twitter e al resto, alla negatività. Le cose non stavano andando bene in quel momento“.

In quei giorni di febbraio prima della trade deadline, l’allora presidente dei Los Angeles Lakers Magic Johnson tentò con ogni mezzo di strappare Davis ai Pelicans che però decisero di attendere la fine della stagione (e un avvicendamento nel front office tra Dell Demps e David Griffin) per accettare finalmente la miglior offerta possibile dei Lakers. I rumors e l’infortunio di LeBron James, che aveva compromesso la corsa playoffs dei Lakers, guastarono l’ambiente e portarono alle dimissioni di Magic, alle polemiche col successore ed ex collaboratore Rob Pelinka e all’addio di coach Luke Walton a fine stagione 2019.

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