Coach Adrian Griffin e Giannis Antetokounmpo hanno un problema sul pattern delle sostituzioni del nuovo allenatore dei Milwaukee Bucks, è ormai acclarato.
Nel terzo quarto della partita-big match a Est contro i Boston Celtics, persa per 119-116 ma con un divario più ampio di quel che dice il punteggio, Giannis e il suo allenatore hanno battibeccato in diretta TV nazionale a bordocampo, quando Griffin aveva deciso di sostituire Antetokounmpo e dargli un giro di riposo in panchina. Con i Celtics in controllo di partita e punteggio a circa 6 minuti dalla fine del quarto di gioco, Giannis aveva commesso un’infrazione di doppio palleggio, e a gioco fermo coach Griffin lo aveva richiamato in panchina.
Cosa che non è piaciuta a Antetokounmpo che si è rifiutato di andare a sedersi, si è rimesso sul tavolo tecnico della partita e ha di fatto intimato al “suo” allenatore di rimetterlo subito in campo. Griffin ha provato a resistere per qualche secondo e ci ha poi rinunciato, Giannis è tornato in campo al posto di Bobby Portis che gli aveva appena dato il cambio.
Antetokounmpo ha chiuso con 21 punti, 13 rimbalzi e 5 assist, e 7 su 20 al tiro in 37 minuti una delle peggiori partite giocate in stagione. I Bucks si sono ritrovati spesso sotto anche di 15-20 punti e solo nel finale sono rientrati fino a un possesso di distanza, grazie ai canestri di Damian Lillard (27 punti con 11 su 24 al tiro) e Khris Middleton. Tra le due big della Eastern Conference non c’è però dubbio che Boston sia stata la più forte, i Celtics hanno segnato 17 triple di squadra, contenuto Giannis e segnato 31 punti dalla panchina, Jaylen Brown ha messo a referto 26 punti con 8 assist, per Jayson Tatum, non al meglio, 23 punti e per Kristaps Porzingis 21 punti. Il grande ex di giornata Jrue Holiday non ha giocato una buona partita, con 1 su 8 dal campo e 8 rimbalzi ma non c’è stato bisogno della sua versione migliore.
“Giannis? Voleva restare in campo, io volevo dargli un giro di riposo” così Adrian Griffin ha liquidato il diverbio nel terzo quaerto con la sua star “Allora gli ho detto di stare fermo per almeno il possesso successivo, e poi rientrare subito“. Come se fosse stata una sua scelta.
E a proposito di liquidare, lo ha fatto con un secco “no” Giannis Antetokounmpo quando gli è stato chiesto nel post partita di spiegare la sua versione dei fatti.
Non è la prima volta in stagione (poche partite ancora, in realtà) che Antetokounmpo e Griffin si scontrano sulla gestione delle rotazioni del coach. Una scena identica era già successa alla prima partita di regular season contro i Philadelpihia 76ers. Anche da Damian Lillard, abituato a Portland a giocare tutto il primo quarto, sono arrivate di recente richieste di tornare alle sue abitudini anche a Milwaukee. La guida tecnica di Adrian Griffin, alla sua prima esperienza da head coach NBA dopo anni da assistente a Toronto, era stata messa in discussione anche quando l’allenatore aveva provato a implementare un nuovo sistema difensivo. Dopo sole 4-5 partite di regular season era arrivato un dietro-front totale, col ritorno al sistema già impiegato da Mike Budenholzer e che prevede Brook Lopez in “drop”, in posizione più profonda e a difesa dell’area dei tre secondi sui pick and roll avversari.
I Milwaukee Bucks hanno iniziato la stagione con un record ampiamente positivo (10-5) ma sono appena 22esimi per defensive rating, oltre che quinti per offensive rating. Boston Celtics (12-3) e Miami Heat (10-5) si sono dimostrate finora più solide difensivamente, i Celtics non hanno ancora perso in casa e hanno vinto 7 delle ultime 8 partite giocate.

