Philadelphia è ancora avanti di 11 lunghezze all’inizio del quarto periodo di una partita dominata sin dalla palla a due, ma in 3 minuti i Milwaukee Bucks riaggiustano le cose e finiscono per vincere ai tempi supplementari una partita che sa già di playoffs, per 109-105.
I Sixers conducono per 74-63 dopo tre quarti, nella prima metà avevano toccato anche un vantaggio di 20 punti ma grazie ai recuperi di Pat Connaughton e ai canestri di Giannis Antetokounmpo, appena tre minuti più tardi è tutto da rifare, con i Bucks in rimonta e i padroni di casa senza Joel Embiid cui affidarsi.
Dopo il pareggio di Antetokounmpo sul 76-76, la partita prosegue punto a punto. Philadelphia perde Seth Curry per una storta alla caviglia sinistra, Donte DiVincenzo a 2 minuti dal termine segna la tripla del +1 Bucks (83-82) e Brook Lopez sempre da tre punti da 86-84 sul possesso successivo.
Jrue Holiday completa la rimonta Bucks con due canestri di fila (91-84 a 45 secondi dal termine) ma non è ancora finita. Shake Milton segna da tre, Danny Green lo imita a 10 secondi dal termine e fa -1 Sixers, poi Phila non commette fallo su Khris Middleton che a 3 secondi dal termine fa 93-90 Bucks.
Bucks che sulla rimessa si fanno però sorprendere, con DiVincenzo che perde Furkan Korkmaz: il turco riceve da Milton e dall’angolo sinistro segna la tripla del pareggio.
I tempi supplementari sono il regno di Giannis Antetokounmpo, che segna 9 punti compresa la tripla del +5 (102-97) a 1:57 dal termine. Phila non riesce più a rimontare e Ben Simmons accorcia sulla sirena con un raro tiro da tre punti (con tecnica invidiabile) per rendere il punteggio meno amaro per i Sixers.
Bucks-Sixers, Giannis spiega il suo gesto a fine partita
Giannis Antetokounmpo chiude la sua partita con 32 punti e 15 rimbalzi, i Bucks festeggiano con la loro quinta vittoria di fila l’arrivo via trade di PJ Tucker, uomo che dovrò aiutare Milwaukee nella corsa al titolo NBA. Un momento d’oro per i Bucks con Antetokounmpo che a fine partita si lascia andare a un insolito per lui gesto di sfida agli avversari. Il due volte MVP attende la sirena finale e poi si siede a terra, sul parquet all’altezza del centro campo per qualche secondo, guardando attorno il Wells Fargo Center e in camera, sorridendo.
Un gesto che Giannis ha spiegato nel post partita: “Mi stavo solo divertendo un poco, anche io posso farlo, no? Nel primo tempo c’era stato poco di cui divertirsi, così mi sono detto: non importa se la partita sta andando male, tu devi tornare a divertirti in campo, non dimenticarlo. Magari avrò esagerato un poco ma non mi sento di dover spiegazioni. E’ stata la cosa di un momento“.
Difficile non leggere nel gesto di Giannis una provocazione alle esultanze spesso sopra le righe di uno dei suoi rivali, Joel Embiid che è al momento fermo per un infortunio, e che ha fatto delle celebrazioni plateali un suo segno distintivo.
E un gesto che non è piaciuto ad alcuni dei giocatori dei Sixers, come Dwight Howard che scherzando, ma non troppo, ha dichiarato: “Volevo andare lì e fargli una stunner alla Stone Cold Steve Austin. Ma avevo già un fallo tecnico. Con loro (i Bucks, ndr) ci rivedremo presto. oggi gli abbiamo permesso di ritornare in partita. Giannis? Ha giocato una super partita, è l’MVP e ha segnato tutti i tiri importanti. Non dirò niente di più. Ci rivedremo presto, comunque“.
“Mi ha un po’ sorpreso quel gesto ma non credo volesse essere provocatorio“, spiega Khris Middleton, 15 punti con 6 su 16 al tiro in partita “Anche se credo che qualcuno potrebbe intenderlo così“.

