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Caso Green-Poole, gli Warriors vogliono sapere chi ha venduto il video a TMZ

di Michele Gibin
green poole

Il video di Draymond Green che colpisce Jordan Poole con un pugno durante l’allenamento di mercoledì dei Golden State Warriors, ha anche una “sotto-trama” gialla.

I vertici della squadra vogliono infatti scoprire chi ha venduto il video a TMZ, network USA gigante del gossip, e hanno lanciato un’indagine interna “aggressiva” per capire cosa sia successo.

La sanzione disciplinare a Green, inevitabile (c’è da sperare almeno) dopo quanto mostrato nel video e l’aggressività e la violenza con cui ha colpito Poole, potrebbe quindi non essere l’unica da amministrare. E’ più che probabile che alla fine delle verifiche interne, qualche testa potrebbe rotolare tra i membri dello staff Warriors.

L’allenamento era chiuso al pubblico e ai media, le squadre NBA hanno la prassi di riprendere sempre le sessioni di allenamento per poi usare le clip durante le sessioni video, e ovviamente vanno considerate anche le video camere di sicurezza degli impianti.

Le risse e le scazzottate in allenamento tra compagni di squadra non sono certo una novità, nella NBA come nello sport, professionistico o meno. Dopo la diffusione del video, tanti ex atleti e media sui social hanno raccontato di episodi passati, vissuti in prima persona a cui avevano assistito, quasi a minimizzare o mettere nella “giusta” prospettiva quanto successo. La differenza del caso Green-Poole rispetto ai tanti episodi raccontati, è l’esistenza del video, che di spazio all’immaginazione e a una certa retorica picaresca ne lascia ben poco.

Per fortuna dei Golden State Warriors, di Jordan Poole e soprattutto di Draymond Green, il giocatore non avrebbe riportato conseguenze fisiche. Un mezzo miracolo se si considera la violenza almeno apparente del pugno di Draymond.

Prima che TMZ diffondesse il video, il presidente della squadra Bob Myers aveva assicurato che Green si era scusato con tutto il gruppo, Poole compreso, per il suo gesto.

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