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Cavaliers, Collin Sexton e coach J.B. Bickerstaff “insoddisfatti” del piano di ripresa

di Gabriele Melina
Cavaliers

Il piano di ripresa NBA, ideato dal commissioner Adam Silver e dal board of governors istituito per far fronte all’emergenza, coinvolgerà in quel di Orlando ventidue squadre su trenta. A partire da metà luglio, le franchigie selezionate verranno convogliate nella location “bolla“, e da lì a poche settimane rivedremo in campo i maggiori professionisti del mestiere. Nonostante ciò, molti giocatori e società hanno espresso pubblicamente di non aver completamente apprezzato le modalità con cui la parte finale della stagione prenderà il via.

Innanzitutto, alcuni atleti militanti all’interno della lega riterrebbero ancora poco sicuro il piano ipotizzato in questi mesi, specialmente per una falla presente ed alquanto evidente: mentre squadre e staff saranno isolati nella “bolla” del Walt Disney World Resort e controllati tramite tampone ogni giorno, il parco divertimenti di Disney World resterà aperto al pubblico, causando quindi un maggiore afflusso di turisti, visitatori, e dipendenti. Un incongruenza, quella di dover isolare i giocatori lontano dalle loro famiglie, concedendo invece al resto delle persone di muoversi liberamente nella medesima zona, che ha destato non pochi dubbi e perplessità.

Inoltre, la situazione generale piuttosto drammatica che ha gettato gli Stati Uniti letteralmente nel caos a seguito della morte di George Floyd, è un’altra questione importante di cui tener conto ai fini di una giusta ripresa. Infine, le otto squadre escluse dalla riunione in Florida potrebbero non tornare a giocare fino al mese di dicembre. E’ chiaro che nessuno all’interno di un’organizzazione NBA può concedersi di attendere così a lungo, ed è per tale motivo che alcuni membri appartenenti a queste squadre “emarginate” hanno cercato di far sentire la loro voce.

Cavaliers, Collin Sexton insoddisfatto del piano di ripresa ideato dalla NBA

Tra le otto franchigie escluse dal piano di ripresa, rientrano anche i Cleveland Cavaliers. Quest’ultimi stavano conducendo una stagione in completa fase di transizione, come dimostra il loro record: 19 vittorie a fronte di 46 sconfitte. Tuttavia, alcuni giocatori, in primis Collin Sexton, ritengono di aver comunque voce in capitolo.

Certo, le nostre possibilità di raggiungere i playoffs sarebbe state comunque minime, se non inesistenti“, ha esordito così la point-guard. “Però, potevamo comunque ottenere delle vittorie qua e là, magari destabilizzare leggermente l’equilibrio interno delle rotazioni avversarie. Inoltre, credo che terminare la stagione ci avrebbe aiutato a maturare come squadra“.

Sexton, prodotto di Alabama al secondo anno sotto i riflettori, stava conducendo una stagione senza precedenti per quanto riguarda il suo tabellino statistico. 20.8 punti di media a gara, 3.1 rimbalzi catturati a serata, 3.0 assist, il 47.2% dal campo ed il 38.0% dalla lunga distanza, il tutto totalizzato in 33.0 minuti di presenza sul parquet. E’ comprensibile, quindi, che la sua volontà sia quella di ritornare a giocare al di là dei successi ottenuti nel corso della stagione.

In un secondo momento, anche Kevin Love ha deciso di condividere il suo punto di vista in merito alla questione. Egli, essendo dotato di maggiore esperienza in confronto al resto dei giovani membri dei Cavaliers, ha dimostrato di essere maggiormente comprensivo nei confronti della decisione presa dalla lega:”E’ un brutto rospo da mandar giù, tuttavia, mettendomi nei panni della lega, capisco la loro decisione di restringere il numero di partecipanti ed aumentare le misure di sicurezza“.

Coach J.B. Bickerstaff ritiene il piano di ripresa “ingiusto” per la sua squadra

A metà stagione, il reparto allenatori della franchigia dell’Ohio ha subito un notevole cambio. Esoneratosi John Beilein, è subentrato J.B. Bickerstaff, il quale ha portato il suo gruppo ad un leggero miglioramento. Sotto la guida del nativo del Colorado, con diciassette incontri rimanenti, i Cavaliers speravano di trovare quell’energia che avrebbe consentito loro di concludere al meglio l’annata.

Ciò nonostante, il Sars-CoV-2 ha portato alla sospensione del campionato, ed il nuovo piano di ripresa ha escluso definitivamente Cleveland dalla stagione 2019\20. Bickerstaff, di conseguenza, non ha gradito molto questa decisione da parte della lega:”Una possibilità è quella di non tornare in campo fino a dicembre. Detto ciò, in questo lasso di tempo, come possiamo mantenere i nostri ragazzi in ritmo, come possiamo fornirgli delle gare che rimandino all’atmosfera NBA? Stiamo combattendo per ottenere dei risultati, e lo stesso stanno facendo altre squadre escluse dalla ripresa ad Orlando. Per ottenere dei successi, abbiamo bisogno di sviluppare i nostri giocatori, e, in assenza di incontri, questo compito viene notevolmente ridotto e limitato“.

 

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