E alla fine cadde l’embargo, la TV di stato cinese CCTV tornerà a trasmettere la NBA a partire da gara 5 delle finali NBA 2020 tra Lakers e Heat, a un anno dal boicottaggio seguito all’affaire Daryl Morey-Hong Kong.
Nell’ottobre 2019 un tweet del general manager degli Houston Rockets a sostegno dei manifestanti di Hong Kong contro il pugno duro di Pechino suscitò la sdegnata reazione cinese, con richieste di scuse ufficiali e dimissioni di Morey, cancellazione della NBA dai palinsesti della TV di stato e, in principio, anche dai servizi in streaming, ed il ritiro di alcune sponsorizzazioni milionarie.
Un danno allora quantificato in almeno 300 milioni di dollari di mancati introiti, e questo ancora prima che il coronavirus travolgesse il mondo e lo sport professionistico globale. I vertici di CCTV hanno motivato la scelta di tornare finalmente a trasmettere la NBA come segno di riconoscimento alla generosità della lega nella lotta all’epidemia da Covid-19 in Cina. La NBA ha inviato forniture mediche per un valore di oltre un milione di dollari in Cina nei mesi scorsi.
Un primo concreto segnale di disgelo tra NBA e Cina, ad un mese dalle elezioni presidenziali USA e in occasione della partita che potrebbe regalare il titolo NBA ai Los Angeles Lakers e a LeBron James, uno degli atleti più popolari in Cina. I mancati introiti causati dal boicottaggio cinese, dalla pandemia e dalla mancata vendita di biglietti e indotto derivante dalle arene peserà sulle casse della NBA nei prossimi anni, ed uno degli effetti più tangibili – al netto dei licenziamenti inevitabili negli staff sia delle squadre che degli uffici e settori della lega – sarà l’abbassamento del salary cap rispetto alle stime pre-crisi.
Il recupero del mercato cinese, il più importante e ricco per la NBA, potrebbe essere la miglior notizia per la lega presieduta da Adam Silver da mesi.

