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NBA, Adam Silver sulla prossima stagione: “Ridurremo il numero di slogan”

di Gabriele Melina

La ripartenza NBA nella bolla di Orlando ha preso atto in un momento storico ben preciso ed alquanto delicato: la sanità dell’intero globo è stata messa a rischio da una pandemia di dimensioni notevoli, e, specialmente negli Stati Uniti, tale emergenza sanitaria è stata accompagnata da un alto livello di tensione all’interno della comunità afroamericana.

Difatti, i casi di abuso di potere da parte della polizia di George Floyd, Breonna Taylor, Jacob Blake, hanno portato svariati cittadini statunitensi a protestare contro un tale livello di violenza non giustificata. Essendo la massima lega di pallacanestro statunitense composta anch’essa, in gran parte, da atleti afroamericani, Adam Silver ha dovuto per una buona ragione morale concedere ai suoi giocatori di utilizzare questa nuova “piattaforma” (la bolla di Orlando, ndr) come canale per dimostrare la propria solidarietà nei confronti di quella fetta di popolazione continuamente soggetta a discriminazioni di vario tipo.

Una delle soluzioni adottate dai massimi vertici della lega, in accordo con i giocatori delle ventidue squadre riunite in Florida, è stata quella di porre slogan sulle maglie degli atleti che avrebbero aderito a questa iniziativa. Per di più, sul parquet di ogni singolo incontro è stata inserita la scritta “Black Lives Matter“, movimento che ha preso piede negli scorsi mesi a seguito dei vari casi sopra citati.

Infine, a seguito del caso Blake, il commissioner Silver ha proposto l’idea, poi approvata, di trasmettere nelle pause da timeout brevi video per sensibilizzare maggiormente sul tema delle discriminazioni sociali e razziali. Ad oggi, tuttavia, gli ascolti NBA sono in calo, e per molti esperti del settore della comunicazione tale deficit è dovuto proprio a questo schieramento politico-sociale della lega.

Il commissioner NBA Adam Silver, “Dalla prossima stagione slogan sociali ancora presenti, ma in forma più ridotta”

Secondo altre fonti, invece, un minor numero di ascoltatori è forse dovuto al periodo in cui la NBA sta trasmettendo le sue partite, in concomitanza con altri importanti sport di successo negli Stati Uniti. Per un motivo o per l’altro, Silver ha comunicato di aver preso una decisione importante per la prossima stagione: il numero di slogan presenti verrà sicuramente ridotto.

“L’accordo siglato tra la lega ed i giocatori per inserire messaggi sul campo e sulle divise è giunto in un momento storico preciso, particolare, ed unico. Dalla prossima stagione, il mio punto di vista verte verso un ritorno alla “normalità”. I vari slogan saranno comunque presenti, seppur in misure ridotte e limitate rispetto al presente; inoltre, verranno posti principalmente sul parquet”.

Silver ha comunque aggiunto che, per l’annata 2020\21, la NBA cercherà altre strade per dimostrare il proprio consenso in merito alla giustizia sociale. Dalla sua dichiarazione si può quindi dedurre che, escluso il parquet, gli slogan sulle maglie verranno probabilmente rimossi.

 

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