Alla conferenza stampa di chiusura della stagione, il presidente dei Boston Celtics Brad Stevens non ha fatto proclami su quale direzione la squadra prenderà dopo due settimane scioccanti, in cui i Celtics hanno perso in malo modo la serie contro i New York Knicks, e in cui hanno perso per almeno un anno Jayson Tatum, per un grave infortunio al tendine d’Achille. Troppo da “digerire” in pochissimi giorni.
Stevens ha messo in chiaro che nessuna decisione verrà presa “di fretta”, e che l’obiettivo resta sempre quello di “essere nelle condizioni di poter competere” per il titolo NBA. “Sappiamo bene che ci sono parecchie questioni da affrontare. Ma alla fine ciò che ci guiderà sarà sempre la stessa cosa, ovvero la domanda come restare nel gruppo delle squadre che lottano per il titolo? E penso che una volta ragionatoci e dormitoci su, vedremo le cose con più chiarezza“.
La situazione salariale dei Celtics è nota da tempo, il roster attuale al netto dei free agent a venire, vale circa 500 milioni di dollari tra monte salari e luxury tax. E l’infortunio di Tatum renderà più difficile per Boston essere dove Stevens li vuole, ovvero lì a lottare per il titolo NBA. “Ogni anno noi dobbiamo valutare quanto sia fattibile per noi, e prendere delle decisioni di conseguenza. Se la finestra per vincere è ancora aperta? Non lo so, di certo le regole salariali oggi rendono più difficile tenerla aperta in certe circostante. La realtà è che siamo qui oggi perché abbiamo perso due partite in casa contro i Knicks e ci siamo messi in una situazione difficile. E’ stata una colpa collettiva, non dei singoli, e non è stata sfortuna, semplicemente abbiamo avuto una chance di vincere tutte e due le partite e invece ci siamo messi nei guai“.
Dopo l’eliminazione è emerso che Jaylen Brown abbia giocato da aprile con una lesione parziale al menisco del ginocchio sinistro che lo ha limitato. Brown ha giocato e non ha voluto accampare scuse, ora resta da verificare quanto dovrà restare fermo e quale sia il percorso di recupero migliore. Delle condzioni fisiche e di salute di Kristaps Porzingis s’è invece parlato di più, il giocatore lettone non ha mai recuperato del tutto da un’infezione virale respiratoria avuta a marzo ed è stato sottotono per tutti i playoffs.
“Giocare ogni due giorni ai playoffs non è certo l’ideale per recuperare, pensiamo che ora alcune settimane di stop non possano che fargli bene. Poi giocherà a EuroBasket con la Lettonia ed è una buona cosa, starà bene per allora. Ovviamente non era al 100% contro New York, è stata una cosa spuntata dal nulla. Si tratta probabilmente di una sindrome post-virale con degli strascichi lunghi, cosa di cui s’è parlato molto negli ultimi anni come sappiamo tutti. Pensavamo che verso la fine della regular season avesse risolto il problema e invece no“.
Brad Stevens ha poi garantito che il ginocchio di Jaylen Brown “è sano dal punto di vista strutturale” e che l’infortunio è occorso già a marzo. “Jaylen si sentiva di giocare e lo ha fatto, lui è un guerriero. La cosa buona di finire la stagione a maggio, purtroppo, è che i giocatori infortunati avranno più tempo per recuperare“.

