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I Clippers tornano allo Staples Center: “Onoriamo Kobe vincendo il titolo”

di Lorenzo Brancati

I Los Angeles Clippers sono tornati a giocare allo Staples Center per la prima volta dopo la tragedia che ha colpito Kobe Bryant. La partita non è andata come sperato, con i padroni di casa che hanno giocato male e sono stati superati dai Sacramento King, per 124-103.

Chiaramente, però, l’attenzione è stata tutta rivolta al ricordo e alla celebrazione della leggenda che purtroppo ormai quasi una settimana fa ci ha lasciati.

Prima dell’incontro Coach Doc Rivers ha affermato: “Il modo migliore per onorare Kobe, e ne avevamo parlato già domenica scorsa, è vincere. Non solo stasera, ma vincere il titolo.” ha continuato “Era la nostra strada, già da prima. Ma poi è successo tutto questo. Perciò sono sicuro che i nostri ragazzi capiscano cosa serve per onorare uno come lui, che ha sempre fatto molti sacrifici per essere un vincente. Dovremo fare la stessa cosa.”

Fuori dallo Staples Center si trova ancora, presso l’LA Live, l’area dove tifosi e appassionati si sono riuniti negli ultimi giorni per onorare Kobe. Alla fine della gara anche Coach Rivers vi si è recato per una buona decina di minuti, per partecipare in silenzio alla memoria del lutto, già arricchita di candele, disegni, e ogni tipo di memorabilia che i fan hanno voluto lasciare nel ricordo dell’idolo cittadino.

Anche Coach Luke Walton dei Kings, che con Kobe ha condiviso lo spogliatoio Lakers dal 2003 al 2011 vincendo due titoli, ha voluto partecipare in prima persona. “E’ stato molto emozionante” ha raccontato “Alle 2 del mattino c’era ancora qualcuno che cantava. Stavano cantando ‘Ko-be’, alle 2 del mattino… Insomma, ti guardi intorno e capisci quante persone ha toccato.”

I Clippers onorano Kobe

La serata è iniziata con i Clippers che durante il riscaldamento hanno esibito sul petto la sigla “KB24” e sulla schiena uno dei due numeri di Kobe, l’8 o il 24. Il tutto è stato seguito da un toccante video di due minuti, al quale hanno seguito 24 secondi di assordante silenzio. Le sue due magliette ritirate sono state inoltre illuminate per tutta la sera, mentre di solito i Clippers coprono le canotte ritirate dai Lakers durante le gare casalinghe.

La voce narrante del video è stata quella di Paul George, che cresciuto nel sud della California ha sempre idolatrato Kobe fin da giovane età. “La nostra città sta soffrendo” ha detto nel video “Quattro giorni fa nove vite sono state spezzate a Calabasas, lasciando un vuoto incolmabile nei nostri cuori. Oggi ci riuniamo nella casa di Kobe Bryant per ricordarlo, per ricordarli. Kobe era un simbolo della California del sud tanto quanto lo è stato la luce del sole.”

Tra gli altri, tra le fila dei Clippers, anche Kawhi Leonard e l’assistente allenatore Ty Lue erano molto vicini a Kobe. La storia del primo è molto simile a quella di George, mentre Lue ha giocato nei Lakers dal 1998 al 2001, rimanendo a stretto contatto con l’ex compagno.

“Sta soffrendo.” ha detto di lui Coach Rivers “A metà partita mi sono girato per chiedergli una cosa e non è riuscito a rispondermi. Stava piangendo a dirotto. Semplicemente non riusciva a ragionare perché aveva un rapporto molto personale con Kobe. Sta facendo del suo meglio, lo stiamo tutti facendo,”

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