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Coach Malone contro la NBA: “Niente famiglie per noi” e arriva la risposta della lega

di Lorenzo Brancati

Come noto, la NBA ha concesso ai giocatori giunti al secondo round dei playoffs l’arrivo nella bolla di Orlando di membri delle rispettive famiglie. Tuttavia, tra tutti gli addetti ai lavori coinvolti, a nessun’altra categoria è stata garantita tale concessione. La cosa pare proprio non essere andata giù a Coach Mike Malone, dei Denver Nuggets, che non ha avuto peli sulla lingua nel sottolinearla.

“Oggi è il giorno 60.” ha esordito prima di rispondere alle domande dei giornalisti dopo l’allenamento dei suoi “E’ chiaro? I ragazzi sono arrivati qui il 7 luglio, e non erano molti perché eravamo martoriati dal COVID, ma questo è il gruppo originale. Questo è il giorno 60. Ne parlo perché i giocatori hanno le famiglie al loro fianco, ed è giusto, se lo meritano. Gli arbitri possono portare un ospite, ed è un’ottima cosa per loro. Gli allenatori, però, non sono autorizzati a far entrare nessuno.”

In effetti, se le associazioni di arbitri e giocatori NBA avevano negoziato tali termini già prima dell’accesso nella bolla, nulla si è saputo riguardo il discorso famiglie dal fronte allenatori. In seguito alle dichiarazioni di Malone è infatti prontamente giunta la risposta di Coach Rick Carlisle, a capo della NCBA, l’associazione degli allenatori, che garantisce come anche tale organizzazione sia attualmente in trattativa con la lega.

Neanche la risposta della NBA stessa è però tardata ad arrivare. Come riportato da Jeff Zillgitt su Twitter, infatti, un portavoce ha argomentato: “A causa della natura estremamente contagiosa del COVID-19, limitare il numero di persone nel campus è stata da sempre una priorità. Avevamo accordato che i giocatori potessero essere raggiunti da familiari e congiunti dal secondo round dei playoffs. Nessun’altra squadra o membro dello staff, inclusi allenatori e arbitri, ha attualmente ospiti. Speriamo di poter aggiungere altri familiari per altri partecipanti dalle Finali di Conference. Siamo consapevoli del disagio che queste misure impongono e vorremmo non fossero necessarie per la salute e la sicurezza di tutti.”

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