Coach Stevens ha commentato le dichiarazioni di Marcus Morris rilasciate i giorni scorsi, in cui criticava fortemente la squadra e il modo di giocare. Morris ha sentito il bisogno di dire la sua in seguito alla brutta sconfitta in casa contro i Los Angeles Clippers.
I Boston Celtics si trovavano sopra anche di 28 punti prima della fine dei primi due parziali, prima di crollare nel secondo periodo, e regalare ai Clippers la rimonta più grande della loro storia. Due sere prima, Boston veniva sconfitto dai Los Angeles Lakers, i rivali di una vita, di Lebron James, a causa di un tiro allo scadere di Rajon Rondo. Anche in quell’occasione i Celtics si erano trovato in vantaggio anche di 20 lunghezze.
Al termine della partita, Marcus Morris dichiarava questo: “Non ci divertiamo proprio, non abbiamo nessuna durezza, sembra che giochiamo per perdere. […] Noi non stiamo facendo squadra, vedo soltanto un gruppo di individui.” E ancora: “I ragazzi non riescono ad essere competitivi e, ribadisco, non è divertente giocare così.”
Le sue dichiarazioni hanno aperto un dibattito su una possibile crisi in casa Boston Celtics, ma solo il campo ci darà le risposte. Nel frattempo, durante la notte, sono arrivate le risposte di coach Brad Stevens.
Coach Stevens: “Dobbiamo essere molto meglio di così”.
Per Adam London di NESN, Stevens ha etichettato le parole di Morris come un problema. Infatti, ha detto di essere d’accordo con le parole del 29enne, riguardo il fatto di non essere un team , ma un gruppo di individualità. Ma Stevens ha detto che, finchè metterà il suo nome davanti, Morris potrà dire ciò che vuole.
“Una delle cose che ci siamo detti a inizio anno è quella di non voler avere una squadra di fonte anonime.” Ha detto Stevens. “Perciò, se ha intenzione di dire qualcosa, devi mettere il tuo nome nella frase. Le frustrazioni di Marcus erano ovviamente evidenti, e penso che avrebbe da dire un sacco di cose riguardo le ultime due partite. Abbiamo bisogno di giocare molto meglio di così nel chiudere le partite, e nel gestire le situazioni scomode durante le gare”.

