Tre sconfitte in altrettante partite, 117 punti subiti contro i Sixers e 119 contro i Pistons per i Boston Celtics, in una partenza certo inusuale ma – va detto – da programma per la squadra biancoverde.
Che la stagione 2025-26 dei Celtics sarebbe stata di transizione lo avevano detto in primis loro. Dopo l’infortunio di Jayson Tatum e la necessità di sfoltire e snellire il salary cap, il front office di Boston non ha fatto neppure l’atto di alimentare speranze troppo grandi sulla direzione della squadra. Che dopo anni passati al vertice della Eastern Conference, i Celtics stiano ora entrando in un territorio poco esplorato è invece una certezza.
L’ultima volta che Celtics avevano iniziato una stagione con tre sconfitte era il 2013-14, con una squadra “programmata” per perdere e che non avrebbe partecipato ai playoffs, sempre per l’ultima volta fino a oggi. Contro i Detroit Pistons in trasferta Boston ha perso contro una squadra che ha tirato col 42% dal campo, imbarcando però acqua a rimbalzo (55-38) e concedendo 36 tiri liberi. In nome degli esperimenti, coach Joe Mazzulla ha buttato in campo da titolare il rookie Hugo Gonzalez che ha combinato per la verità pochino in 18 minuti, e relegato in panchina Anfernee Simons. Jaylen Brown, che senza Tatum è l’alpha e l’omega, ne ha segnati 41 con 12 su 25 dal campo ma i Pistons dall’altra parte hanno avuto almeno 20 punti dal trio Cade Cunningham (25), Jalen Duren e Ausar Thompson (21). Duren ha chiuso con 24 punti e 18 rimbalzi campeggiando a rimbalzo d’attacco con 8 palloni recuperati sulla testa di Gonzalez e Neemias Queta. Come da programmi, appunto.
“Siamo solo alla terza partita, certo da quando sono qui penso sia la prima volta che perdiamo tre partite di fila” ha detto Payton Pritchard, 21 punti con 10 assist domenica, da titolare “Non ci siamo molto abituati, ci servirà per crescere e progredire“. I Celtics erano partiti con 33-24 di parziale nel primo quarto e avevano toccato anche il 41-28 prima del rientro di Detroit che ha messo la freccia con Duren e Cunningham dal terzo periodo (34-23). “Eravamo avanti anche di 17 punti, dobbiamo finire meglio i quarti, poi troppi falli e troppi rimbalzi concessi. Lo sforzo c’è stato, ora dobbiamo unire a questo anche l’esecuzione” così coach Mazzulla.
Nessun chiederà ai Boston Celtics di vincere il titolo quest’anno, e seppur la Easten Conference sia debole, neppure di qualificarsi necessariamente ai playoffs. Per nomi come Jaylen Brown, coach Mazzulla e Payton Pritchard e Derrick White però, la stagione appena iniziata avrà un peso nella percezione del loro valore come star, allenatore e giocatori di ruolo vincenti senza Jayson Tatum e in roster pià debole attorno a loro. L’inizio, anche se è ancora molto presto, non è stato dei migliori.
O forse era tutto programmato.

