Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsSteph Curry è tornato: rivuole il suo trono?

Steph Curry è tornato: rivuole il suo trono?

di Simone Massari
steph curry
Steph is back

Steph Curry con il suo iconco paradenti

Steph se sei tornato batti un colpo. Si, l’ha battuto. Dopo l’infortunio avvenuto il 4 dicembre in quel di New Orleans, dove ha riportato una distorsione alla caviglia destra che non ha permesso a noi di gustarcelo nella partita di Natale contro LeBron, Curry è tornato più determinato che mai, alla riconquista del suo trono.

Qualche notte fa contro i malcapitati Memphis Grizzlies di Marc Gasol, il figlio di Dell con una prestazione da MVP di un MVP, mette a referto 38 punti con un discreto 76% da 3, tutto questo in soli 25 minuti di partita.

Come se non bastasse la notte del 3 gennaio incontra un’altra squadra che detto fra noi non sta attraversando il suo periodo migliore, nella fattispecie i Mavs di coach Carlisle, andando di nuovo sopra quota 30 con soli 19 tiri di cui 13 dalla lunga distanza, segnando 6 triple e mettendo qualche minuto in più sulle gambe, in vista del back to back che i Golden State Warriors stavano per andare ad affrontare. Davanti a loro si sono presentati i Rockets di D’Antoni e CP3, orfani di Harden fuori anche lui per un infortunio al bicipite femorale sinistro rimediato nel match contro i Lakers. Beh, inutile stare a fare inutili giri di parole: liquidati con 29 punti e un curioso step-back da 3 che sfiora morbidamente il cotone, come se fosse la cosa più semplice del mondo.

La scorsa notte si è limitato a giocare “solo” fino al terzo quarto e in assenza di Durant si è sentito in obbligo di massacrare gli ormai pochi giocatori sopravvissuti dei Clippers, perforando la retina 11 volte con 8 triple a referto: 45 punti in 29 minuti. Misterioso.

E’ sicuramente la stagione della rivalsa, la seconda stagione insieme a Durant e quella del riscatto dopo esser passato nel 2016 da essere MVP unanime, primo nella storia dell’NBA, a quella del 2017 con meno voti dello straordinario Isaiah Thomas, che grazie alle sue prestazioni ha portato i Celtics in vetta alla Eastern Conference.

Steph is back, rivuole lo scettro e di certo quest’anno farà di tutto per riprenderselo e 36 punti di media in 4 partite e il 58% dal campo sono cifre chiare a tutti i contender per il titolo di MVP.

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