Lo scorso gennaio, Damian Lillard è stato costretto a sottoporsi ad un’operazione all’addome che lo ha tenuto fuori per il resto della stagione. Lillard soffriva di dolori addominale da anni, e la zona interessata spesso si gonfiava in modo innaturale a seguito di una partita; ciononostante, la superstar dei Portland Trail Blazers voleva dimostrare (ed ha dimostrato, ndr) di poter giocare anche sul dolore.
Seguendo questo nobile intento, Lillard è andato avanti a giocare per anni, per l’esattezza cinque, finché rimandare l’operazione non è stato più possibile. Una volta sotto i ferri, i dottori si sono addirittura stupiti di come Lillard abbia potuto resistere così a lungo. “Volevo dimostrare alle persone di poter giocare comunque“, ha dichiarato Lillard, “Di poter resistere anche quando le cose non vanno bene fisicamente. Sono fatto così. E’ la mia natura da agonista, ma la verità è che non ero semplicemente in salute”.
La stagione 2021/22 è stata, cifre alla mano, la peggiore di Damian Lillard, il che sottolinea come il dolore nella zona addominale fosse diventato insopportabile. Nonostante un inizio d’anno sottotono, la guardia dei Blazers ha continuato a giocare fino a fine dicembre. L’ultima gara che lo ha visto partecipe è stata una sconfitta contro i Los Angeles Lakers, in cui ha chiuso con 5/15 dal campo e 1/8 da tre punti. L’efficienza offensiva non era la stessa e molti sospettavano che sotto ci fosse qualcosa.
Poi Lillard ha rivelato di doversi sottoporre alla suddetta operazione, e che il dolore addominale andava proprio ad influire sul movimento di tiro e sulla mobilità del corpo in generale, compromettendo le percentuali al tiro. Da quel momento, Lillard ha iniziato un percorso di riabilitazione che si è concluso solo recentemente. “Mi sento al cento per cento, finalmente. Ho preso una pausa dal gioco, dal sentire il fardello di dover vincere, di dover rendere e far fede alle aspettative che la squadra ha nei miei confronti. Tutto ciò è molto stressante, quindi, aver preso circa otto mesi di pausa mi ha liberato la mente. Fisicamente, sono tornato in grande forma”.
“E’ incredibile come non riuscissi a comprendere quanto grave fosse questo infortunio“, continua Lillard. “Lo sentivo da circa cinque anni, eppure ero comunque in grado di segnare 50 punti e di muovermi con una certa agilità sul campo, nonostante le mie condizioni peggiorassero di giorno in giorno. Dopo le partite, sentivo un gonfiore pari ad una palla da baseball che andava via solo il giorno dopo, per poi gonfiarsi ancora, e così via. Era una lotta continua”.
Damian Lillard avrebbe potuto rientrare a stagione ancora in corso, tuttavia, non ne sarebbe valsa ovviamente la pena. Con la loro superstar ai box, i Blazers hanno colto l’occasione per smuovere un po’ le acque e liberare spazio salariale. Non a caso, questo è stato l’anno della trade di CJ McCollum, scambiato ai New Orleans Pelicans. Mentre la dirigenza si è occupata del roster, Lillard ha potuto pensare a se stesso e recuperare la sua forma fisica e mentale, il tutto in stretta collaborazione con Phil Beckner, suo amico e preparatore di lunga data.
“Ad inizio stagione, Phil ha notato che qualcosa in me non andava e mi ha detto che era arrivato il momento di fermarmi“, ha raccontato Lillard. “Io volevo dimostrargli di poter giocare sul dolore, di poter superare questo tipo di ostacoli, così ho continuato a scendere il campo senza seguire il suo consiglio. Ora, non posso non ripensare a quel che mi diceva ed a come avrei dovuto ascoltarlo”.

