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Danilo Gallinari sulla stagione NBA, su cosa accadrà e molte altre cose

di Francesco Catalano

Nella giornata di ieri Danilo Gallinari è stato ospite di “The Boardroom”  insieme all’analista NBA Ros Gold-Onwude per parlare un po’ degli eventi dell’ultimo mese. In questi giorni la pandemia da Sars-cov2 sta letteralmente esplodendo negli States che hanno quasi raddoppiato i contagi dell’Italia.

Le misure tardive portate avanti dal governo americano e le difficoltà legate alla sanità americana, che è privata a differenza della nostra, stanno mettendo a dura prova la Casa Bianca. Ancora non c’è nulla di certo su quale modalità possa scegliere la NBA per riprende la stagione. Anzi, nelle ultime ore aumenta il pessimismo e numerosi esperti sono sempre più convinti che la stagione 2019/20 possa considerarsi conclusa. Vedremo, in ogni caso, come si svilupperà la situazione.

Intanto, la NBA è ferma dall’undici Marzo. Ovvero dalla notizia del contagio di Rudy Gobert. Il comunicato arrivò proprio prima che il giocatore scendesse in campo con i suoi Utah jazz contro OKC. Nei Thunder milita proprio Gallinari che ha raccontato proprio quello che è successo quella notte.

Sono sceso in campo come ogni volta, ma tutto era diverso. Gli arbitri non erano presenti, la situazione era strana. Finché abbiamo sentito parlare del virus e abbiamo capito che la questione era grossa. Poi ci hanno comunicato che un giocatore dei Jazz era positivo. Ed io ero tipo ‘Okay, so come le persone stanno vivendo ora nel mio Paese”. Sapevo che dal giorno dopo le cose sarebbero cambiate. Infatti è iniziata la quarantena e sono contento della decisione presa da Adam (Silver, ndr).

Poi ha continuato a raccontare di cos’è accaduto quella sera prima della sospensione del match. “Non ci hanno detto il nome del giocatore risultato positivo. Ci hanno detto di rimanere nell’arena, avrebbero visto la nostra temperatura e poi saremmo potuti tornare a casa. Nel frattempo i nostri cellulari stavano impazzendo. Arrivavano messaggi, notizie e ogni tipo di cose. La situazione era strana: alcuni giocatori pensavano che si potesse ancora giocare. Perché non ci avevano detto chiaramente che la partita era sospesa.”

In seguito Gallinari ha brevemente descritto la procedura a cui sono stati sottoposti per misurare la temperatura. “Dopo il test, sono passati tipo tre o quattro giorni prima che sapessimo i risultati. Giustamente perché in tutti gli States ne erano stati fatti tantissimi. Abbiamo poi scoperto di essere tutti negativi.

Danilo Gallinari sulla possibile ripresa della stagione: “In ogni caso ripartire dopo tre mesi sarebbe strano”

La Gold-Onwude gli ha poi chiesto cosa pensasse degli attacchi un po’ scriteriati che sono stati fatti a Rudy Gobert dopo che è emersa la sua positività. “Intanto sono contento che ora stia meglio” ha risposto subito il Gallo. “Probabilmente non sapeva quanto potesse essere pericoloso il Coronavirus. Non sapeva quale fosse realmente il pericolo come molti di noi”. Così Gallinari ha preso le difese di Gobert messo alle strette per un video in cui toccava provocatoriamente dei microfoni.

In seguito l’analista ha ricordato le difficoltà che questa stagione sta affrontando: la controversia cinese, la tragedia di Kobe Bryant, il decesso di David Stern ed ora il Coronavirus. Così il Gallo ha dato una sua opinione dell’operato del commissioner Adam Silver. “Fino ad ora questo 2020 è stato un anno terribile. E’ grandiosa la maniera in cui Adam sta gestendo tutta questa situazione. Non vorrei mai essere nella sua posizione. Ha addosso una pressione incredibile e si sta veramente muovendo bene”.

Parlando di salari, Gallinari, attento lettore delle regole CBA, sa che ci potrebbe essere la possibilità di non ricevere i soldi del contratto. E si augura che i giocatori possano superare questa situazione anche se non saranno pagati.

Poi gli è stata fatta una domanda spinosa. “Se anche la stagione ripartisse a luglio, sarebbe davvero la stessa stagione?”. Il Gallo ha risposto così: “Non penso. Poi, se ripartiremo, penso che lo faremo senza dubbio senza tifosi. E questa è un’enorme differenza. E’ qualcosa che cambia il modo in cui ti approcci al gioco”. Poi parlando della sua squadra: “Noi stavamo combattendo per il quarto posto, potendo superare Utah se avessimo vinto partita. Non so cosa potrà succedere. Molti giocatori eventualmente avranno anche bisogno di rimettersi in forma”.

In seguito, il Gallo ha anche detto la sua riguardo alla possibilità che si giochi tutti isolati in una stessa sede. A dire il vero, questa al momento sembra veramente l’unica strada percorribile da parte della lega. E il luogo indicato sarebbe Las Vegas. “Sarebbe strano e diverso” ha chiosato il giocatore italiano. “Ma al momento nessuna sa se e come la NBA possa ripartire”.

Anche all’interno del mondo NBA stesso rimangono tantissimi interrogativi. Probabilmente tutti, Adam Silver compreso, in questo momento navigano a vista aspettando gli sviluppi della situazione. Quel che è certo è che una cancellazione della stagione pare sempre più probabile.

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