Si apre la crisi tra Deandre Ayton e i Phoenix Suns, dopo il rovinoso finale di stagione e la disfatta di gara 7 contro i Dallas Mavericks in casa.
Ayton ha giocato soli 17 minuti in gara 7 prima di essere messo in panchina da coach Monty Williams, per motivi tecnici e con la squadra già in svantaggio di 30 punti, e per questioni disciplinari dopo un diverbio tra allenatore e giocatore. Dopo la partita, Williams aveva parlato di “questioni interne” per spiegare la sua decisione. E 24 ore dopo ha confermato di “non aver ancora parlato” col giocatore.
“Non ci siamo parlati. Voi mi conoscete e sapete che se c’è un modo per provare a vincere una partita, e visto come si erano messe le cose (in gara 7, ndr), ho deciso di non rimetterlo più in campo“, così Williams su Deandre Ayton.
“Ripeto, sono questioni interne alla squadra e non aggiungerò altro, è stata una mia decisione. Sono arrivato anche al punto da chiedermi se non fosse il caso di togliere anche Devin (Booker, ndr) e Chris (Paul, ndr) per venirne fuori. Per cui no, non ho parlato con Ayton, ho parlato a tutta la squadra ma non a lui personalmente“.
Che la situazione di Deandre Ayton fosse delicata lo si sapeva dal primo giorno di stagione regolare, dopo il mancato rinnovo di contratto per l’ex prima scelta assoluta durante la off-season 2021. Troppo grande la differenza tra le richieste del giocatore e l’offerta dei Suns, Ayton diventerà restricted free agent in apertura di mercato estivo 2022.
E c’è da aspettarsi che, visto il finale di stagione così traumatico, le strade di Ayton e dei Suns siano destinate a separarsi. Di squadre con spazio salariale e che potrebbero fare un’offerta vicina al massimo salariale, o comunque importante, per il giocatore bahamense, ve ne saranno, con i Portland Trail Blazers tra le indiziate principali almeno in questi giorni.
Ayton e i suoi agenti parleranno di nuovo con i Suns durante la off-season, ma le parti, dopo gara 7, non sono mai sembrate così distanti come ora.
