Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDallas MavericksDoncic piange, poi lo show contro i suoi Mavs: i Lakers passano a Dallas

Doncic piange, poi lo show contro i suoi Mavs: i Lakers passano a Dallas

di Michele Gibin
doncic dallas

Avevate mai sentito il pubblico di casa in un’arena NBA esultare a ogni canestro di un giocatore avversario come successo con Luka Doncic a Dallas per la sua prima partita da avversario contro i Mavs? Probabilmente no, e la dice lunga più di qualsiasi reazione che abbiate letto e visto dallo scorso febbraio a oggi.

Celebrato dal suo ormai ex pubblico, ancora ferito da come la franchigia abbia avuto il coraggio di scaricarlo, Luka Doncic ha segnato 45 punti nella vittoria Lakers contro i Mavs per 112-97. 31 punti Luka li ha segnati nel solo primo tempo, per lui 16 su 28 dal campo con 7 su 10 da tre, 8 rimbalzi, 6 assist e 4 recuperi, uno show che non può essere casuale.

Dall’altra parte Anthony Davis, l’All-Star di 7 anni più vecchio che i Mavericks hanno sagacemente ricevuto in cambio di Doncic ha chiuso con 13 punti, 11 rimbalzi e 6 assist con 4 palle perse. Dallas ha segnato appena 40 punti nel secondo tempo chiudendo con 9 su 26 da tre, per i Lakers in back to back 27 punti di LeBron James con 7 rimbalzi.

Doncic è stato spettacolare in una serata non semplice a livello emotivo. I Mavericks, e questo sa quasi di beffa, lo hanno accolto come si fa solo con gli ex grandi tra magliette celebratrive, un lungo video tributo e grandi onori. Luka ha anche pianto un poco, seduto in panchina durante la presentazione dei quintetti all’American Airlines Center si proiettava il video. “Non so come ho fatto a riprendere a giocare dopo averlo visto, davvero tante emozioni” ha detto il giocatore sloveno dopo la partita.

Per fortuna di tutti, anche a Dallas dove lo rimpiangono e dove il malcontento verso la nuova proprietà della squadra e il Gm Nico Harrison è ancora alto, per usare un eufemismo. Basta dare una veloce lettura ai commenti sotto i post social dei Mavs, sempre e soprattutto in occasione della partita di mercoledì notte.

Per fortuna gioco in un bel gruppo, tutti mi hanno sostenuto, dai compagni ai coach. si vede che stiamo cercando di costruire qualcosa di speciale qui, è stata una bella cosa da vedere. Oggi, arrivando qui, mi sono sentito sia felice sia arrabbiato, onestamente, Ringrazio i tifosi qui a Dallas, per il modo in cui mi hanno accolto“, ancora Luka Doncic.

Il coro “fire Nico” che è ormai l’inno ufficioso dei tifosi dei Mavs da un paio di mesi a questa parte, lo si è sentito più forte durante la partita contro i Lakers. Per tutta la partita il pubblico lo ha alternato agli applausi per Doncic, fino alla standing ovation alla fine del quarto quarto quando Luka è andato a sedersi in panchina.

La reazione del “mondo Mavs” è stata così forte che Harrison, l’uomo che ha premuto il bottone di una delle trade più controverse nella storia della NBA già oggi, non ha più parlato con i media dallo scorso 2 febbraio, protetto con un cordone di sicurezza dalla franchigia. Altra situazione mai vista prima nella lega, e che a ogni vittoria dei Lakers di Doncic e a ogni sua grande prestazione diventa sempre più paradossale.

Con la vittoria di Dallas i Lakers sono ancora terzi a Ovest con una partita di vantaggio sui Denver Nuggets e sugli LA Clippers, servirà loro ancora una vittoria per essere sicuri della terza piazza. I Mavs hanno già agganciato i play-in grazie ai disastri dei Phoenix Suns e chiuderanno salvo sorprese decimi per poi giocarsi il primo turno dei play-in contro i Sacramento Kings.

In carriera di momenti particolari ne ho vissuti parecchi, ho giocato contro ex compagni di squadra, contro le mie ex squadre, mi hanno fischiato e applaudito, di tutto. Le ho viste tutte e so che l’unica cosa che non si può togliere da una persona sono le emozioni. Non importa la situazione, se stai giocando e cosa stai facendo, il lato umano esce sempre” ha detto LeBron James della serata di Luka Doncic. Durante l’huddle dopo la sua presentazione e dopo il video, i suoi compagni di squadra lo hanno stretto in un abbraccio e supportato nel momento della commozione.

E’ stato un momento intenso, il video molto bello e pensare che subito dopo c’era da scendere in campo e giocare…” ha detto coach JJ RedickLuka aveva ancora gli occhi lucidi alla palla a due, e riuscire a resettare tutto per tempo e poi giocare come ha fatto lui è sovrumano. Per noi questi sono momenti che rendono il gruppo più affiatato (…) questo da solo non ci porterà al titolo NBA ma sono momenti eccezionali“.

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