“Dovevi restare qui“, c’è tutta la notte di Stephen Curry, Klay Thompson e i Golden State Warriors nella frase scandita in piena trance agonistica da Steph dopo aver segnato 12 punti in 5 minuti per battere 120-117 i Dallas Mavs, al primo ritorno da avversario di Klay là dove ha giocato per 13 anni vincendo 4 titoli NBA.
Stephen Curry ha chiuso con 37 punti, 6 rimbalzi, 9 assist e 5 su 12 da tre una partita giocata come se fosse una gara 7, o una finale olimpica. La stessa ferocia agonistica, la stessa celebrazione con la buonanotte, nigh night, agli avversari. Solo che di fronte a lui e a Golden State stavolta c’era l’amico fraterno di un tempo, che ha poi deciso di abbandonare la nave (e trattandosi di Klay Thompson l’analogia calza) e arruolarsi altrove.
Klay ha speso il gettone contro i suoi ex compagni di squadra, con 22 punti e 6 su 12 da tre. Luka Doncic ha segnato 31 punti con 13 su 27 al tiro e Kyrie Irving ha chiuso con 21 punti e 6 assist. Dall’altra parte ancora incisiva la panchina “finta” di Steve Kerr, con due titolari camuffati come Jonathan Kuminga e Buddy Hield a quota 30 punti complessivi. Draymond Green, che ha officiato quasi fosse un testimone la sfida tra Klay e Steph, ha segnato 11 punti con 7 rimbalzi, 6 assist e 3 recuperi con 2 stoppate, e Golden State ha vinto la nona partita su 11 in stagione e aperto la NBA Emirates Cup con una vittoria.
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Per tutta la settimana, s’è abusato dell’aggettivo “surreale” per descrivere il ritorno di Klay Thompson al Chase Center con una maglia diversa. In campo di surreale c’è stato soprattutto Curry, e una bellissima partita tra due rivali a Ovest. I Mavs senza PJ Washington, Dante Exum e Maxi Kleber hanno le rotazioni un po’ corte e difendono pochino, sono 37 i punti subiti nel terzo quarto quando Golden State scappa sul +13.
Scappa ma non definitivamente. Perché dall’altra parte ci sono pur sempre Doncic, Irving e Thompson e Dallas si riporta prima sotto, e poi persino avanti nel punteggio sul 114-110 a 2:42 dal termine. E’ qui che Steph esplode, come aveva fatto contro la Francia alle Olimpiadi, con una tripla per fare -1, poi dopo una stoppatona di Green su Daniel Gafford con un layup battendo Luka e l’aiuto di Quentin Grimes, quindi con un tiro da tre infilzando il povero Dereck Lively II a 26.4 secondi dalla fine per il 118-114. Curry fa il suo gesto, night night, e urla alle telecamere “You’d better stay here!“, “Dovevi restare qui!” afferrandosi la maglia. Dallas avrebbe un’ultima chance per pareggiare la partita dopo una tripla di Grimes e il 2 su 2 in lunetta ancora di Curry, ma senza più timeout da spendere Dallas rimedia con Doncic solo un tiro in step back difficile, sulla buona difesa di Wiggins su di lui.
“Sono quei momenti in cui le emozioni vengono fuori così, senza filtro” ha spiegato Steph dopo la partita “Non mi sarei potuto immaginare una serata migliore di questa onestamente. A Klay vanno tutti gli onori per tutto quello che ha fatto per questa organizzazione, senza di lui tutti quei titoli non li avremmo vinti e lui lo sa, tutti qui lo sappiamo. Quando riguarderò questa partita mi verranno i brividi, già lo so“. Steph non ha assistito al grandioso video tributo che gli Warriors hanno dedicato a Klay Thompson, “per non emozionarsi troppo” e distrarsi dalla partita come ha spiegato.
“Il video? Mi ero preparato, non volevo piangere” ha detto Klay Thompson dopo la partita “E’ stato bello, ho rivisto tante facce famigliari e sentito il calore, belli i tifosi e bella la loro gratitudine per me, qualcosa che non darò mai per scontato. I cambiamenti a volte arrivano, è successo a tanti altri giocatori in passato che hanno vinto tanto assieme ma è stata una serata surreale e che non si può scordare. E anche una sconfitta dura da mandare giù, avremmo potuto vincerla ma ho l’impressione che gli Warriors li rivedremo ancora. Steph? Stare dalla parte sbagliata delle sue sfuriate fa male…“.

