Dwight Howard sta passando un’estate lontana, almeno pubblicamente, dal campo da basket, tra un viaggio in Egitto e tante iniziative di solidarietà con la sua fondazione, come testimoniato sul suo profilo Instagram.
Il 3 volte difensore dell’anno NBA è free agent e sembra ben disposto ad attendere ancora per trovare la sua prossima squadra per quella che sarà la sua 19esima stagione. Anche in un’annata fallimentare ai Lakers lo scorso anno, Howard ha dimostrato di avere ancora la capacità di contribuire sul campo.
Nell’attesa, durante una chiacchierata con Brandon “Scoop B” Robinson, l’ex star degli Orlando Magic ha dichiarato di ritenere di essere da Hall of Fame, e di meritare a fine carriera l’introduzione nella sala della gloria del basket mondiale e NBA. “Non spetta a me dirlo, ma penso che un giorno otterrò il riconoscimento che merito. Fino a quel giorno, io continuerò a sorridere e a godermi la vita. Ciò che ho realizzato parla da solo, non devo spiegarlo io. Sono felice di aver avuto la possibilità di giocare a basket e penso di aver fatto un ottimo lavoro“.
Dwight Howard ha vinto il titolo NBA da giocatore di ruolo ai Lakers nel 2020, ed è stato 8 volte All-Star tra Orlando, LA e Houston. Nel 2009 raggiunse le NBA Finals contro i Los Angeles Lakers di Kobe Bryant, perse per 4-1. Nonostante i numerosi premi individuali e nomine All-Star e All-NBA, Howard è stato una delle omissioni che hanno fatto più discutere, assieme a quella di Klay Thompson e Kyrie Irving, dal team dei 75 migliori giocatori selezionati dalla NBA per il 75esimo anniversario. La futura elezione di Howard nella Hall of Fame sarebbe una sorta di “indennizzo” per un’esclusione che ha lasciato dei dubbi.

