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A Miami è il giorno della cerimonia di ritiro della maglia per Dwyane Wade: “Grazie, Heat Nation”

di Michele Gibin

E’ arrivato a Miami il giorno speciale, quello della cerimonia di ritiro della maglia di Dwyane Wade, tre volte campione NBA con gli Heat e fresco di ritiro dopo 15 stagioni in Florida.

Nell’intervallo della partita contro i Cleveland Cavs, vinta facilmente per 124-105, il momento più atteso. Dopo un video di introduzione che ripercorre la carriera di Wade, tocca al “presidentissimo” Pat Riley introdurre il campione al centro del parquet: “Grazie a tutti per essere venuti qui oggi (…) e anche il punteggio della partita non è male! Dwyane Wade ha sempre voluto essere unico, e separarsi dal resto, e per questa squadra, per i tifosi e per tutti i ragazzi che lo hanno ammirato e che aspirano un giorno a diventare come lui, Dwyane ha lasciato il suo segno. E ora la maglia numero 3 verrà appesa sulle volte dell’arena“.

E sono Gabrielle Union, attrice e personaggio TV e moglie di Dwyane, ed i suoi figli ad issare la maglia sui “rafters” dell’American Airlines Arena. “Nel marzo del 2003 a Minneapolis, c’era un uomo anziano (Riley, ndr) che correva su un tapis roulant in attesa di sintonizzarsi per vedere una partita di college: la sua grande Kentucky, contro la piccola Marquette“, Dwyane Wade prende la parola per il suo discorso “E quell’anziano coach ha guardato i suoi Wildcats venire distrutti da uno sconosciuto giocatore di Marquette, che segnò una tripla doppia da 29 punti, 11 rimbalzi e 11 assist, con 4 stoppate. All’epoca la sola quarta tripla doppia della storia della NCAA. Ed io so che quell’anziano coach disse tra sé e sé: ‘Diavolo’…“.

Miami, ho sentito il vostro affetto sin dal primo giorno, al draft NBA, ed il vostro amore non è mai mancato, nemmeno per un secondo. Ed oggi è il giorno giusto per esprimere tutta la mia gratitudine“. Poi Dwyane ringrazia suo padre, Dwyane Sr, ed i suoi allenatori di high school, presenti alla cerimonia, e Tom Crean, allenatore di Marquette University che lo reclutò e lo aiutò in un momento difficile, da giovane e futuro padre di famiglia al suo secondo anno al college.

Ringrazio coach Stan Van Gundy, che capì che il mio ruolo non era quello di point guard, un ruolo che non avevo mai giocato, e che mi ha permesso di diventare il giocatore che sono. Ricordo le nostre discussioni, e lui alla fine accettò, prima di una partita a Seattle. Da quel momento non mi sono più voltato indietro

Dwyane Wade parla poi di Pat Riley: “La cultura che Pat Riley ha costruito qui è stato il mantra lungo cui ho condotto la mia carriera e la mia vita da giocatore. Mi ha insegnato ad essere sempre il più professionale, il più affidabile ed il più duro di tutti in campo, esattamente come le sue squadre“.

E poi c’è coach Spoelstra. Abbiamo iniziato quasi assieme, lui era un assistente quando io arrivai nella NBA, e dopo tanti anni ed alcune divergenze siamo diventati più che un allenatore ed il suo giocatore: siamo diventati amici. Soprattutto dopo che lasciai per andare ai Bulls, la nostra relazione divenne più forte. E fu questo a convincermi a ritornare qui. Coach Spo mi ha segnato ad essere una persona più equilibrata, e a non pensare a quello che le altre persone pensassero di me, a non farmi influenzare“.

Da Marquette, ai Miami Heat, Wade ringrazia poi i suoi vecchi compagni: Caron Butler, Lamar Odom, Alonzo Mourning presente e salutato da una grande ovazione del pubblico. “Zo mi ha insegnato che ogni momento era prezioso per migliorare e diventare più forte“. Poi Shaquille O’Neal e Chris Bosh: “Disse che veniva a Miami per vincere un titolo. Ed io ci credetti, la sua promessa mi aiutò a crescere ancora più in fretta, come giocatore e leader. Chris Bosh, un avversario fiero, ed il miglior compagno di squadra che abbia mai avuto“.

La grandezza di LeBron James mi ha spinto a diventare ancora più grande. Sia da avversari che da compagni ci siamo sempre stimolati a dare il meglio di noi. Siamo due fratelli“. Wade cita poi il grande veterano degli Heat Udonis Haslem, suscitando un’altra ovazione del pubblico: “Hai preso un saccio di falli che avrebbero dovuto essere miei! Sei stato come un fratello per me“.

Dopo aver ringraziato tutti i membri della sua famiglia, la madre Jolinda ed i tanti fratelli e sorelle, Wade rivolge poi un pensiero all’amico Kobe Bryant, recentemente scomparso: “Il mio amico, il grande Kobe Bryant. Kobe mi sempre detto che la cosa più importante è cercare di ispirare gli altri ad essere grandi in qualsiasi cosa vogliano fare. Ed io spero di avere ispirato ognuno di voi, grazie per avermi permesso di essere parte di tutto questo, una organizzazione da leggenda. Grazie Heat Nation, vi amo“.

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