Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersESPN spara: “Clippers e Ballmer innocenti” ma la NBA frena: “Articolo infondato”

ESPN spara: “Clippers e Ballmer innocenti” ma la NBA frena: “Articolo infondato”

di Michele Gibin
clippers

Come riportato da ESPN lunedì sera, l’indagine lunga 11 mesi della NBA sul caso Kawhi Leonard-Aspiration e sugli LA Clippersnon avrebbe trovato prove” che Steve Ballmer, proprietario del team, avrebbe utilizzato il contratto di sponsorizzazione di Leonard con l’ormai defunta green company per aggirare le regole salariali della lega. ESPN cita nel suo articolo “tre fonti interne alla NBA”.

Le indagini resterebbero in vigore, sempre secondo il network, per stabilire se i Clippers abbiano commesso un’infrazione delle regole NBA “favorendo” il contratto di sponsorizzazione tra Leonard e Aspiration, che nel periodo oggetto dell’indagine era anche uno sponsor del team. Un quadro che se anche venisse confermato, ridurrebbe nettamente le responsabilità a carico della squadra e quindi le eventuali sanzioni. Sempre come riportato da ESPN però, il contratto tra Leonard e Aspiration non sarebbe l’unico “sospetto” emerso durante le indagini, con almeno “altre tre aziende” che erano sponsor dei Clippers all’epoca dei fatti contestati. Non è chiaro se una di queste fosse Daktronics, nome emerso nell’ultima puntata dell’inchiesta del giornalista Pablo Torre da cui è nata l’indagine nel novembre scorso.

I Clippers e Steve Ballmer si sono sempre dichiarati innocenti e hanno respinto ogni accusa, qualificandosi come vittime di una truffa ordita da Joseph Sanberg, ex CEO di Aspiration e condannato per bancarotta fraudolenta nel 2025. L’ipotesi al vaglio delle indagini della lega è che i Clippers abbiano di proposito procurato a Kawhi Leonard un contratto di sponsorizzazione con Aspiration, tra 2021 e 2022, che non richiedeva in realtà alcun obbligo da parte del giocatore e che sarebbe servito come triangolazione per pagare al giocatore delle cifre extra oltre il suo contratto NBA. Condotta che se confermata sarebbe passibile di un tentativo di aggiramento delle regole salariali della lega, un’infrazione grave.

Al report di ESPN ha risposto a stretto giro la NBA, tramite un comunicato ufficiale del portavoce Mike Bass: “L’articolo odierno pubblicato da ESPN e che riguarda le indagini sugli LA Clippers contiene numerose e significative inaccuratezze. L’esito delle indagini verrà comunicato una volta che queste saranno concluse“.

Nell’articolo ESPN cita Daktronics e Boingo Wireless come altre aziende con cui Leonard avrebbe avuto un contratto di sponsorizzazione, con le stesse modalità di Aspiration. Sia Daktronics, che ha costruito e installato il megaschermo dell’Intuit Dome, sia Boingo Wireless provider di rete dell’impianto, sono aziende che hanno dunque collaborato coi Clippers sebbene per queste “non ci siano prove” che Steve Ballmer abbia investito delle somme nelle due compagnie, con l’intento di “triangolarle”. 

In estate i Clippers hanno ceduto via trade Kawhi Leonard ai Toronto Raptors, trade che è al momento in pausa su decisione delle due squadre, in attesa di una decisione da parte della NBA sul caso. Nelle scorse settimane era emerso come la lega avrebbe cercato di raggiungere con Ballmer e i Clippers un accordo per un patteggiamento, cui la squadra non avrebbe però acconsentito, determinata a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. Situazione che potrebbe allungare i tempi per una risoluzione, anche fino a dopo l’inizio della regular season 2026-27.

Secondo le fonti citate da ESPN, la sola responsabilità dei Clippers sarebbe dunque quella di aver favorito in buona fede il contratto di Kawhi Leonard con un’azienda che era già sponsor della squadra, e che “è il lavoro degli agenti dei giocatori chiedere contatti con gli sponsor“. I Clippers non avrebbero dunque fatto altro – sempre secondo tale ricostruzione – che soddisfare una richiesta dell’entourage di Leonard, condotta che renderebbe “abnorme” qualsiasi sanzione per tentato aggiramento delle regole salariali.

Ricostruzioni che la NBA ha smentito, nella sua nota diffusa poco dopo la pubblicazione dell’articolo da parte di ESPN.

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