Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsFiltra “Ottimismo crescente” riguardo la ripresa della stagione NBA

Filtra “Ottimismo crescente” riguardo la ripresa della stagione NBA

di Lorenzo Brancati
pallone NBA wilson

La NBA è ancora circondata da incertezza generale, ma qualcosa sembra iniziare a muoversi. Per TheAthletic.com, Sam Amick riporta infatti di un “Ottimismo crescente” nell’ambiente NBA riguardo l’eventuale ripresa della stagione. Dirigenti, allenatori, giocatori, agenti, sarebbero tutti testimoni di possibilità sempre crescenti e sempre più promettenti.

Possibilità, problematiche e speranze per la ripresa della stagione

La situazione sembra essere chiara ma in continua evoluzione, con molti pezzi che vanno ad unirsi per formare un puzzle. Prima del prossimo 1 maggio Adam Silver non dovrebbe prendere decisioni ufficiali, ma ad oggi la parola chiave sembra essere diventata “flessibilità“. Si è parlato della necessità per i giocatori, ormai chiusi in casa quasi da un mese, di tornare gradualmente in forma partita per mezzo di camp, della durata di 25 giorni. Mentre è ormai evidente che i tifosi non potranno essere ammessi nelle arene.

Questo stato delle cose lascerebbe uno spiraglio per la ripresa delle attività a giugno, per le ultime gare della stagione regolare a luglio e per la fine dei playoffs entro la data stabilita di inizio settembre. Una tale soluzione soddisferebbe tutti, permettendo la conclusione effettiva ed esaustiva della stagione.

A quando la post-season?

La stagione NBA, però, non è solo basket giocato, e una ripresa con così tanto ritardo non potrebbe far altro che influenzare tutti gli altri aspetti della lega. Viene subito in mente il Draft, così come la data di scadenza per esercitare le opzioni sui contratti, e la free-agency stessa. La notte delle scelte è ancora prevista per il 25 giugno, ma l’impressione è che verrà certamente posticipata, con le franchigie che spingono affinché non si tenga prima del 1 agosto.

Il Draft, la free-agency, sono eventi troppo legati all’esito della stagione perché si tengano prima che questa possa essere portata a termine. Affari, scambi, prolungamenti o firme su nuovi contratti non possono scindersi, per natura, dall’esito delle ostilità sul parquet.

C’è poi da ricordare l’opzione Las Vegas, di cui molto si è discusso di recente. Si parlerebbe di una quarantena per giocatori e membri dello staff coinvolti presso la città del Nevada, che giocando così diverse partite al giorno potrebbero mettere la parola fine a questa annata in tempi brevi. A costo di sacrificare la regular season o la durata delle serie playoffs.

Insomma, le opzioni a disposizione sembrano essere diverse. Starà alla lega, al fianco del governo e del comitato tecnico degli USA decidere per il meglio degli atleti e di tutte le persone coinvolte nel processo NBA.

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