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NBA, per gli Warriors settimo KO nelle ultime 8, Curry: “Avevamo aspettative più alte”

di Michele Gibin
stephen curry contratto

Il momento è complicato per i Golden State Warriors, che continuano a impilare sconfitte e infortuni, come quello di Eric Paschall che lo terrà fuori per almeno due settimane.

Nel pieno di una difficile trasferta di 5 partite a Est, gli Warriors non riescono a ritrovarsi e ad Atlanta subiscono la settima sconfitta nelle ultime 8 partite. Steve Kerr riaccoglie dopo la batosta contro i Raptors sia Stephen Curry che Draymond Green, le due star ci provano ma Golden State crolla nel quarto quarto concedendo 38 punti agli Hawks.

Curry chiude con 37 punti ma 8 palle perse e 3 su 12 al tiro da tre, James Wiseman e Kevon Looney soffrono un super Clint Capela da 24 punti e 18 rimbalzi e Danilo Gallinari chiude con 25 punti e 10 rimbalzi dalla panchina, con 13 su 15 ai tiri liberi. Il Gallo è il miglior realizzatore per Atlanta, che continua a salire in classifica nella Eastern Conference ed è al quarto posto, spalla a spalla con i Miami Heat.

45 tiri liberi tentati dagli Hawks che hanno anche 15 punti di Lou Williams sempre in uscita dalla panchina, nelle ultime 15 partite giocate la difesa dei Golden State Warriors sta scivolando in modo preoccupante verso la parte bassa della classifica e i 38 punti in 12 minuti di Atlanta ne sono un’altra conferma.

Il momento più difficile della stagione per Stephen Curry e compagni, che prima della palla a due ad Atlanta hanno incassato anche lo stop di Paschall per un infortunio all’anca. Curry non ha nascosto la frustrazione per il momento: “Avevamo aspettative più alte arrivati a questo punto della stagione, inutile nasconderlo. Qui tutti vorremmo fare meglio, rendere molto di più di così e quando non succede è dura per tutti, è frustrante. Quello che spero è che tutto questo serva da stimolo, deve farci male e sfidarci a fare meglio, a stringere i denti e soffrire. Nessuno qui si deve sentire contento di essere una squadra da metà classifica, mediocre. Da qui in avanti vedremo di che pasta siamo fatti“.

Non è la prima volta in stagione che Curry mostra frustrazione per un’annata che avrebbe dovuto partire sotto altri termini. L’infortunio di Klay Thompson è stato il classico colpo alle ambizioni, senza Klay l’attacco degli Warriors è spuntato e solo uno Stephen Curry in forma MVP nei primi due mesi della stagione ha tenuto a galla una squadra che ora, complici anche gli acciacchi fisici, sta scivolando in basso.

Giocare così, come abbiamo giocato ultimamente, non ci aiuterà a uscirne. Dovremmo fare tutti gli aggiustamenti necessari. Perdere fa davvero schifo, è una sensazione orribile e in spogliatoio si sente, c’è poco da dire“.

Oggi abbiamo perso perché abbiamo commesso un sacco di falli“, spiega Kerr. Gli Warriors hanno chiuso con più falli personali che assist (26 a 25) “Se sapessi perché è così… ma non lo sappiamo ancora. Per ora va così“.

Nelle prossime partite il calendario proporrà a Golden State delle partite abbordabili contro Rockets, Wizards, Thunder, Cavs e Kings, due settimane che decideranno la stagione degli Warriors che oggi sono a serio rischio di non centrare neppure la qualificazione ai play-in in una corsa a 5 squadre per soli 3 posti.

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