Brittney Griner è ingiustamente detenuta in Russia dal 17 di febbraio, e la scorsa settimana è stata condannata a 9 anni di carcere, sotto l’accusa di traffico di droga.
Paul Whelan, ex Marine che ha lavorato nella sicurezza aziendale, è invece detenuto illegittimamente a seguito di una condanna per spionaggio.
A fine luglio, il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha parlato della proposta dell’amministrazione Biden, volta a rilasciare la Griner e Whelan. Secondo quanto riportato da ABC News, lo scambio proposto includeva la liberazione del trafficante d’armi russo Viktor Bout, che attualmente sta scontando una pena di 25 anni di carcere negli Stati Uniti.
Ma l’ex ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Bill Richardson, domenica ha dichiarato di non essere pienamente d’accordo con la strategia di messaggistica dell’amministrazione.
“Non avrei reso pubblico tutto quello che hanno fatto” ha dichiarato il diplomatico, aggiungendo però che a volte i commenti sulle negoziazioni di questo tipo vengono fatti strategicamente, soprattutto nelle fasi di stallo. “Si vuole lanciare una piccola bomba, e credo che sia quello che hanno fatto”.
Griner, il negoziatore Richardson: “Sono ottimista, ecco come finirà coi russi”
Richardson, che si sta occupando del caso della Griner sotto richiesta della moglie Cherelle, è stato deputato e senatore degli Stati Uniti, due volte governatore del New Mexico (dal 2002 al 2011) e diplomatico specializzato proprio nei negoziati con paesi esteri per il rilascio di detenuti americani.
Secondo quanto dichiarato da Richardson domenica, in un’esclusiva intervista con George Stephanopoulos di ABC, la Griner e Whelan potrebbero essere rilasciati tramite uno scambio “due per due”.
“La vedo in maniera ottimista, penso che Brittney sarà libera. Stiamo discutendo di uno scambio di prigionieri, e penso che sarà un due per due. Non possiamo dimenticare Paul Whelan” ha detto.
Fondatore del Richardson Center for Global Engagement, che “promuove la pace e il dialogo globale”, Richardson avrebbe recentemente aiutato a liberare il giornalista Danny Fenster, e avrebbe contribuito alla liberazione dell’ex marine Trevor Reed, che è stato rilasciato dalla Russia ad aprile tramite un altro scambio di prigionieri.
“Tutti questi americani detenuti ingiustamente devono tornare a casa. E il nostro obiettivo dovrebbe essere, nonostante gli scambi di prigionieri non siano comuni, riportare a casa gli ostaggi americani” ha continuato Richardson. “Alcuni di questi scambi non sono positivi. L’ottica non è buona. Ma a volte dobbiamo farlo”.
Stephanopoulos ha poi chiesto se questi scambi potrebbero incoraggiare gli “avversari dell’America” a detenere più americani.
“Non ci sono dati che lo confermino” ha risposto Richardson, che ha poi citato il caso di Fenster. “Tutto ciò che volevano era un servizio fotografico, quindi i dati non supportano che gli scambi di prigionieri avvengano sempre. Sì, sono in aumento, soprattutto con Paesi come l’Iran, il Venezuela, la Russia. Ma per quanto siano spiacevoli, dobbiamo riportare a casa gli ostaggi americani”.
Per concludere, Richardson si è poi complimentato con il Ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, per il suo ruolo nella questione.
“Io e Lavrov siamo stati ambasciatori delle Nazioni Unite nello stesso periodo” ha detto. “E sono contento che sia pragmatico, che abbia preso in mano la situazione e che abbia inviato un buon segnale. Penso che i negoziati saranno intrapresi”.

