Un ex preparatore atletico degli LA Clippers ha citato alcune pratiche “pericolose per la salute di Kawhi Leonard” in una causa intentata contro la squadra. Randy Shelton, questo il nome del professionista, ha citato in giudizio il presidente dei Clippers Lawrence Frank per quello che l’uomo sostiene sia stato un ingiusto licenziamento “in parte causato dalle preoccupazioni espresse” per la gestione e preparazione atletica di Leonard.
Shelton era stato preparatore atletico all’università di San Diego State negli anni in cui Kawhi Leonard aveva giocato con gli Aztecs prima della sua carriera NBA. Nel 2017 aveva iniziato a collaborare con i Clippers e nel 2019 era diventato strength and conditioning coach per la squadra, proprio nell’anno in cui Kawhi Leonard firmava con LA da free agent dopo il titolo NBA vinto coi Toronto Raptors.
L’assunzione di Shelton avrebbe dovuto essere una parte del piano dei Clippers per convincere Leonard a firmare, nella sua causa il preparatore sostiene che questo fosse in realtà il solo scopo del suo arrivo in squadra, “in uno sforzo prolungato di reclutamento che ha sfidato tutte le regole NBA” per quanto riguarda il tampering e le ingerenze durante la free agency. Randy Shelton sostiene che i Clippers non gli abbiano mai permesso di fare sostanzialmente il lavoro per cui era stato assunto, senza poter partecipare alle riunioni e senza che la squadra condividesse con lui “le informazioni cliniche necessarie per la gestione” dell’atleta e dei suoi infortuni. Addirittura, dice sempre Shelton, il suo ruolo ai Clippers era stato nei fatti coperto da uno degli assistenti allenatori, Todd Wright.
Nella sua citazione in giudizio, Shelton sostiene di come avesse prospettato per Kawhi Leonard un periodo di recupero di ben 2 anni dopo l’infortunio al legamento crociato del ginocchio sinistro subito durante i playoffs NBA 2021 contro gli Utah Jazz. Piano che i Clippers “non avrebbero voluto sentire“, Leonard avrebbe saltato per intero la stagione 2021-22 per rientrare nel 2022-23. Sempre Randy Shelton riporta che già dalle prime partite “Leonard aveva iniziato a patire per un’infiammazione persistente al ginocchio” e che “le risonanze magnetiche avevano evidenziato danni alle cartilagini“. E ancora, secondo Shelton i Clippers avrebbero fatto giocare Leonard sopra al problema e nel novembre 2022 il giocatore avrebbe subito “due lesioni ai legamenti delle caviglie” nel giro di una settimana. Dopo le proteste del preparatore per la gestione del giocatore, i Clippers lo avrebbero licenziato dopo un periodo di esclusione di fatto dai lavori.
Kawhi Leonard avrebbe giocato 52 partite nel 2022-23, infortunandosi poi al menisco del ginocchio destro già durante la prima partita di playoffs contro i Phoenix Suns. Nel 2023-24 Leonard ha giocato 68 partite, il suo massimo dal 2016-17 ma ha saltato le ultime 8 gare di stagione regolare e i playoffs, per un problema di infiammazione persistente del ginocchio sinistro. Problema che ha costretto Kawhi a saltare le Olimpiadi di Parigi 2024 e che lo sta tenendo fuori anche al momento, e senza indicazioni precise circa un suo ritorno in campo.
L’accusa di Shelton è che i Clippers abbiano obbligato di fatto Kawhi Leonard a giocare infortunato, “mettendo il profitto e i numeri davanti a tutto, anche alla salute e alla sicurezza del giocatore franchigia“. Nella sua citazione, Shelton sostiene che i Clippers gli avessero promesso “un futuro luminoso” con la franchigia, e che Lawrence Frank in persona lo avrebbe rassicurato circa il suo ruolo nell’organigramma della squadra, nel 2019 nei mesi precedenti alla free agency e alla firma di Leonard coi Clippers. Una parte del piano articolato, sostiene Shelton, con cui i Clippers avrebbero circuito Kawhi Leonard in violazione delle regole anti tampering della NBA. Nella causa, Shelton racconta inoltre che “già nel 2017” quando lavorara ancora a San Diego State e Kawhi Leonard giocava per i San Antonio Spurs e era infortunato, i Clippers lo avessero contattato “per chiedere in maniera informale delle informazioni” sullo stato di salute del giocatore, “chiedendo discrezione“. Sarebbero state “almeno 15” le telefonate tra i Clippers e Shelton in quel periodo, telefonate in cui la squadra avrebbe iniziato a prospettare al preparatore un ruolo, in futuro.
Nella sua citazione, Randy Shelton cita altri dettagli degli anni e mesi scorsi. Come quando dopo l’infortunio al ginocchio dei playoffs 2023 il preparatore aveva scritto una lamentela formale a Lawrence Frank sul proprio ruolo e sulla gestione del giocatore, in cui sosteneva che “la cattiva gestione degli infortuni e del piano di recupero sia stata incredibile” così come “la mancata osservanza del processo di recupero, inaccettabile“. Nel luglio 2023, dopo un’indagine interna alla squadra, i Clippers avevano deciso di licenziare Shelton dopo aver stabilito che le sue accuse fossero infondate, il preparatore sostiene inoltre che i Clippers non gli abbiamo mai versato gli arretrati e rimborsi spese dovuti.
In una nota diffusa da Chris Haynes di Bleacher Report, i Clippers hanno dichiarato “che le accuse di Shelton sono state valutate e ritenute prive di merito” e che “il suo contratto è stato onorato in ogni sua parte (…) si tratta di una causa intentata per denigrare i Clippers, e basata su accuse che Shelton dovrebbe sapee essere false“.

