Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMiami HeatTyler Herro senza paura: “Tolto l’infortunio, sarei stato uno dei primi due per il ROY”

Tyler Herro senza paura: “Tolto l’infortunio, sarei stato uno dei primi due per il ROY”

di Francesco Catalano
Tyler Herro.

Negli ultimi giorni si sta parlando del premio di “Rookie of the year” (ROY) e ha voluto dare la sua opinione personale uno dei diretti interessati: Tyler Herro dei Miami Heat.

Il prodotto di Kentucky è stato nel Draft 2019 la tredicesima scelta assoluta, quindi non propriamente uno dei giocatori da cui ci si aspettasse chissà quale impatto. Invece, Herro ci ha smentiti sorprendentemente. In questa annata, infatti, è stato uno delle pedine fondamentali all’interno delle rotazioni di coach Erik Spoelstra.

Anzi, nei primi mesi della stagione è partito anche spesso nel quintetto titolare a causa degli infortuni di alcuni compagni. E non ha affatto sfigurato. Anzi, insieme al compagno e a sua volta rookie, Kendrick Nunn, ha formato una coppia di guardie giovani e temibili. Che ha dato parecchi grattacapi alle franchigie NBA.

Durante tutto l’anno il ragazzo, come detto, è sempre stato al centro del progetto Heat aiutando la squadra a raggiungere il quarto posto della Eastern Confernce prima della sospensione a causa del coronavirus. Miami poteva vantare, infatti, un record, di 41 vittorie e 24 sconfitte. Solo un infortunio accorso nel 2020 ha frenato la volata di Herro.

Un problema alla caviglia infatti lo ha costretto a saltare tutto il mese di febbraio e la prima parte di marzo. Il giocatore si era reso nuovamente disponibile per l’incontro dell’undici marzo. Per ironia della sorte, durante quella notte la NBA ha sospeso momentaneamente la stagione.

Tornando al ROY, Herro ha ribadito che, se non fosse stato per l’infortunio, probabilmente sarebbe stato uno dei principali candidati per il premio. “Direi che la mia stagione da rookie è andata molto bene. Ho saltato 15 partite a metà stagione, ma prima di quel momento sentivo di aver trovato fiducia in me stesso. Per questo non vedo l’ora di tornare. Penso decisamente che se non avessi subìto quell’infortunio, sarei stato il primo o il secondo nella corsa per il ROY. Perciò sono pronto a tornare e dimostrarlo di nuovo”.

Di sicuro al ragazzo non manca il coraggio. E lo abbiamo visto anche numerose volte durante la stagione. Come per esempio in un tiro dall’arco allo scadere che ha sancito una vittoria contro i Philadelphia 76ers.

Anche se, ad essere sinceri, nonostante le tante belle cose fatte vedere, la sfida per il premio è come se fosse stata sempre fra due giocatori: Ja Morant e Zion Williamson. Entrambi hanno numeri da capogiro ma con una differenza. Il primo ha giocato quasi tutta la stagione, il secondo ha giocato solo 19 partita a causa del lungo problema al ginocchio. La domanda quindi è: sebbene Zion sia stato in grado di riportare i Pelicans in ottica playoffs, merita il premio?

E sembra che la risposta l’abbia data proprio lo stesso Zion. Infatti, nella giornata di ieri ha sostenuto che il premio di “Rookie of the year” lo meriti di più l’amico Ja Morant per quello che ha fatto vedere durante tutto l’anno. Parole che hanno dimostrato ancora una volta la genuinità del ragazzo.

In ogni caso, ciò non toglie che anche Herro ci sia andato molto vicino, e contro le aspettative. Si è rivelato una delle migliori shooting guard della lega in prospettiva toccando di media 12.9 punti a partita, 4.0 rimbalzi e 1.9 assits.

Viste le sue potenzialità, per gli Heat trattenerlo sarà sicuramente diventata una parola d’ordine.

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