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Heat, Jaime Jaquez Jr: “Avere impatto era il mio piano da subito”

di Michele Gibin
jaime jaquez jr

La Heat Culture è anche un brand ma non è solo un brand, ed è quella che permette alla squadra di coach Erik Spoelstra di vincere 7 partite di fila dopo aver perso per infortunio Tyler Herro, che era “solo” il miglior realizzatore.

Miami ha battuto in casa al Kayesa Center i Brooklyn Nets per 122-115, Jimmy Butler ha segnato 36 punti, Bam Adebayo ci ha aggiunto 22 punti con 7 rimbalzi. Duncan Robinson, in quintetto base al posto di Herro, ha chiuso con 26 punti e 6 su 10 da tre e dalla panchina il rookie Jaime Jaquez Jr ha nesso a referto 10 punti con 5 assist e 4 rimbalzi.

Dall’altra parte i Nets erano senza Cam Thomas e Ben Simmons, infortunati, Mikal Bridges ha segnato 23 punti come Lonnie Walker IV dalla panchina. Miami ha chiuso con 26 assist di squadra e 9 palle perse e ha messo le mani sulla partita nel secondo tempo (113-97 a metà quarto quarto).

Gli Heat hanno ben sfruttato una porzione di calendario più agevole per accumulare vittorie contro Spurs, Hawks, Grizzlies, Nets e Hornets, e le assenze di Herro e di Caleb Martin hanno lanciato un Duncan Robinson sempre più giocatore tout court, oltre che tiratore tornato finalmente pericoloso, e un rookie atipico come Jaquez Jr, forte dei suoi 4 anni di college a UCLA. Dopo aver perso posti nelle rotazioni di coach Spoelstra, Duncan Robinson ha saputo pazientare ed è stato premiato in questa stagione per il suo “silenzio”, l’ex Michigan sta viaggiando a oltre 11 punti di media con il 36% da tre punti ed è tornato a un’efficienza offensiva che non si vedeva dalla stagione 2020-21, la sua migliore in maglia Heat.

Jaime Jaquez Jr ha superato da subito nelle rotazioni Nikola Jovic, che al momento non gioca, e ha conservato il suo posto col rientro di Josh Richardson. Caleb Martin è appena rientrato a propria volta contro i Nets e oggi Miami si ritrova con tante soluzioni nel ruolo di ala piccola, con anche Haywood Highsmith. L’ex UCLA sta viaggiando a 9.1 punti di media con oltre 3 rimbalzi e 2 assist in 22.9 minuti di media, coach Spo si fida di lui nei quarti quarti dove è spesso in campo e parte delle rotazioni.

L’ultimo a essere stupito di tale impatto è proprio Jaquez Jr: “Il mio ruolo da sesto uomo è quello di accendere la partita e portare energia, oggi il mio compito è questo. E’ la mia direzione nella NBA al momento e mi trovo bene, trovo il mio ritmo assieme agli altri ragazzi nella second unit. Ed è utile per imparare a giocare con diversi quintetti e rotazioni (…) io gioco a basket da una vita e non voglio fare altro. sapevo che avrei sfruttato la mia chance, che sarei stato pronto. Per questo sono rimasto al college 4 anni, per prepararmi a tutto questo, per avere più fiducia nelle mie qualità. Arrivare nella NBA e giocare, avere un impatto, era il mio piano sin dall’inizio“.

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