Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCharlotte Hornets Hornets, Miles Bridges in campo 583 giorni dopo: “So che non tutti sono d’accordo”

Hornets, Miles Bridges in campo 583 giorni dopo: “So che non tutti sono d’accordo”

di Michele Gibin
miles bridges

Miles Bridges tornerà su di parquet NBA da giocatore venerdì, dopo 583 giorni e un processo con condanna a tre anni di reclusione con la condizionale, per abusi domestici sulla ex mogile Mychelle Johnson, con cui ha avuto due figli.

Bridges ha anche scontato le 30 partite di sospensione che la NBA gli aveva imposto lo scorso anno, e che in parte aveva già superato al termine della stagione 2022-23. L’ala degli Hornets sta inoltre affrontando altri strascichi legali dovuti alla causa con l’ex moglie, e un’accusa di violazione dell’ordine restrittivo emesso nei suoi confronti per la quale dovrà comparire di nuovo in tribunale il prossimo 20 febbraio.

Uno scenario in cui Bridges e gli Hornets, non senza polemiche sulla decisione della squadra di reintegrarlo, proveranno a tornare al basket giocato. Prima dei problemi legali e della condanna, Miles Bridges era stato giocatore da 20 punti di media e una delle giovani star della squadra, parte dell’asse su cui costruire il futuro assieme a LaMelo Ball. Nell’estate del 2022 Bridges era eleggibile per una rookie scale extension da 90-100 milioni di dollari complessivi, che gli Hornets gli avrebbero elargito senza battere ciglio senza i problemi poi sorti.

Hornets che non hanno voluto, nonostante tutto, rinunciare a un giocatore di talento e su cui hanno investito, vista anche la storia di flop recenti al draft della squadra. “Miles ha lavorato estremamente duro, ma non sappiamo davvero cosa aspettarci dopo così tanto tempo fuori” ha detto coach Steve Clifford che ha deciso di commentare solo il lato cestistico della vicenda “Ci vorrà un po’ ma lui ha fatto tutti i passi necessari per guadagnarsi una chance di giocare subito. E’ in forma, si è impegnato duramente“.

Miles Bridges non ha voluto commentare per ovvi motivi le sue vicende legali, ancora in corso. “La pallacanestro è il mio rifugio, restare fuori così tanto tempo è stata dura per me e sono contento di essere tornato. So che tante persone non sono d’accordo sul fatto che io torni a giocare e lo capisco. Devo riconquistare la loro fiducia. Scenderò in campo per vincere e per provare a far cambiare la visione che alcune persone hanno di me, almeno in parte. Voglio solo aiutare la mia squadra“.

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