Il processo di crescita dei giovani Lakers non si fermerà neanche di fronte agli infortuni dei giocatori più importanti, King James e Rajon Rondo.
“È un’opportunità”- ha detto Brandon Ingram a Dave McMenamin di ESPN- “È un’opportunità per me andare là fuori e giocare un po’ meglio”.
“Penso che sia come il nostro team dell’anno scorso. Abbiamo un sacco di giovani ragazzi cresciuti in questa lega, penso: abbiamo un anno di esperienza in più adesso, quindi abbiamo visto alcune cose e abbiamo vissuto alcune cose, quindi usciamo e giochiamo a basket”, ha aggiunto il n.14 della squadra californiana.
Proprio Ingram è il giocatore da cui i losangelini si aspettano il maggiore salto di qualità, che tarda ad arrivare. Se da un lato le assenze pesanti dei propri leader possono mettere in difficoltà i Lakers, dall’altro permetteranno alla dirigenza chi sposa meglio il progetto.
La bruciante sconfitta contro i Kings, ha messo in risalto le grandi abilità dello Young Core, a partire dal quintetto di partenza: Ball, Hart, Ingram, Kuzma, Zubac; lo stesso della Summer League 2017. Non memorabile la partita di Hart e Zubac, molto solida quella degli altri tre capaci di andare oltre i 20 punti (addirittura 33 per Kuzma e quasi tripla doppia per Lonzo).
Tutti però hanno ancora negli occhi la straordinaria vittoria contro i Warriors nel Christmas Day, in cui era si presente un immenso Rondo, ma è stato fondamentale il contribuito di tutti gli altri.
Dilemma Lakers: giovani o star?
Ci sarà ancora da aspettare per capire se davvero vale la pena sacrificare i giovani per arrivare ad una star (AD?), o tenerseli ben stretti. La possibilità però che James stia fuori più del previsto, rappresenterà l’ennesima ed ultima occasione per stabilire chi deve ancora far parte dell’ambizioso processo di rinascita Lakers. Solo il tempo darà una risposta definitiva, ma continuando su questa strada la scelta di Magic e Pelinka potrebbe essere più complicata che mai.

