Jazz, Hayward: "Sono partito a rilento" | Nba Passion
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Jazz, Hayward: “Sono partito a rilento”

Jazz, Hayward: “Sono partito a rilento”

Con tutte i pronostici e le critiche positive fatte in preseason, sembrava che per l’ala piccola degli Utah Jazz, Gordon Hayward, questa fosse la stagione del definitivo salto di qualità. Le cose invece non sembrano andare esattamente così. 12 punti, 2.7 assist e 3.7 rimbalzi in 31 minuti di gioco di media non sono numeri che la franchigia e lo stesso giocatore speravano di vedere nel tabellino.

“È solo una mia personale partenza lenta, ma la squadra sta giocando bene e mi sto focalizzando su questo” – ha commentato il giocatore ai microfoni di Salt Lake City AP – “Devo trovare un modo per ritornare in ritmo e spero di riuscirci già dalla prossima partita (questa notte contro i Portland Trail Blazers, N.d.R.)”. Ritornato dall’estate visibilmente più forte, ha lavorato non solamente sulla potenza muscolare ma anche su come finalizzare al meglio le azioni. Nella partita d’esordio, persa contro i Detroit Pistons, ha dimostrato, però, che è in ritardo sulla preparazione atletica. Le percentuali al tiro sono state le più basse dal suo inizio di carriera ( solo il 35.3 dal campo), come anche quelle di assist e di rimbalzi.

Gordon Hayward

Gordon Hayward

Di tutt’altro avviso è il coach Quin Snyder: “Non è nel mio interesse valutare Gordon, almeno non dopo ogni partita. Nell’ultimo anno si è affermato come uno dei migliori giocatori della lega e ogni partita presenta sfide diverse. Mi piace quello che sta facendo e dove sta andando”. Negli attuali Jazz la chimica di squadra è ancora da trovare. Le dinamiche sono sicuramente diverse con Dante Exum ancora infortunato e il rookie Raul Neto nel ruolo di starter come playmaker. Alec Burks, ritornato dall’infortunio alla spalla patito nella stagione passata, ha cominciato a giocare nella posizione di Hayward, dando maggiore creatività al gioco di squadra.

Il n.20 dei Jazz ha inoltre spiegato che non desidera esser solo un terminale offensivo, ma anche esser maggiormente coinvolto nella circolazione di palla e nel ricevere qualche extra pass, senza tralasciare la sua intensità difensiva. “Siamo una squadra giovane, che cerca di esser maggiormente più offensiva” – ha continuato – “Se non dimentichiamo i nostri principi difensivi, penso che riusciremo a far buone cose”. 

“Gordon è una delle star più altruiste dell’intera lega” – ha alla fine commentato il compagno di squadra Joe Ingles“Riuscirà a prendere i tiri che gli spettano e non deve forzare molto altrimenti… Penso che quest’anno abbiamo molti ragazzi che avranno grandi partite ogni settimana. Lui saprà ben come esplodere, così voi ( giornalisti N.d. R) lo lascerete in pace. Lui sta bene.

Per NBAPassion

@DavideBomben

 

Davide Bomben
dvdbomben@gmail.com

Da sempre appassionato della palla a spicchi, mi sono innamorato del NBA quando vidi una chioma bionda muoversi e il resto del corpo compiere un fade away. E no, non era una cheerleader.

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