Home NBA, National Basketball AssociationNBA News Jeremy Lin critica i “covid hotel” in Cina, multato

Jeremy Lin critica i “covid hotel” in Cina, multato

di Michele Gibin
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L’ex giocatore NBA Jeremy Lin, che oggi gioca in Cina per i Loong Lions, è stato multato di 10mila Yuan per aver criticato la politica di zero Covid e delle strutture come gli hotel adoperati per la quarantena dei soggetti positivi o esposti al virus. In particolare, Lin aveva espresso critiche sulla struttura in cui era stato ospitato con la squadra mercoledì prima di una partita di campionato nella Chinese Basketball League.

La multa è stata motivata perché Lin, coi suoi commenti, “ha causato un danno al campionato e all’aspetto competitivo“, ma la CBA non ha fornito dettagli sulla natura dei commenti dell’ex giocatore dei New York Knicks. Secondo la stampa cinese, si sarebbe trattato di una clip video apparsa sui suoi social, in diretta dall’hotel dove soggiornava con i Lions.

Jeremy Lin avrebbe criticato gli spazi ridottissimi messi a disposizione della squadra per allenarsi, e la sala pesi improvvisata.

Un episodio minore, che ha però importanza nel contesto più ampio delle proteste diffuse in tante città in Cina contro il governo e il partito, e contro la politica di zero contagi e le quarantene forzate per migliaia di individui. I video delle proteste a Shanghai, Pechino e altri poli importanti hanno fatto il giro del mondo e sui social occidentali, nonostante i tentativi di censura e gli arresti cui le autorità cinesi hanno provveduto.

La politica di zero contagi è stata adottata dal governo cinese per contenere la circolazione del virus in una popolazione anziana soprattutto nelle aree rurali, e vaccinata con dei vaccini meno efficaci rispetto a quelli utilizzati in Europa e America. Misure che secondo fonti citate da Associated Press dovrebbero restare in vigore anche nei primi mesi del 2023, e addirittura nel 2024 se la situazione non migliorerà.

Jeremy Lin gioca in Cina nella CBA dal 2021, alle spalle ha una carriera NBA di 9 stagioni tra Warriors, Knicks, Lakers, Rockets, Hornets, Nets, Hawks e Raptors. Nel 2011-12 a New York le sue prestazioni in regular season diedero vita al fenomeno della “Linsanity“, 35 partite in cui Lin viaggiò a oltre 14 punti e 6 assist di media, dopo aver iniziato la stagione in fondo alla panchina a fine dicembre con un contratto non garantito.

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