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Kareem Abdul Jabbar a tutto campo: ecco chi oggi mi assomiglia di più

di Francesco Catalano

Per allietarci in questo momento di impassé e di drammaticità creato dalla diffusione globale del Coronavirus, molti volti del mondo NBA hanno creato degli spazi in cui poter interagire col pubblico, rispondendo a delle domande: tra questi c’è anche Kareem Abdul Jabbar. Lo storico giocatore dei Los Angeles Lakers attraverso il suo profilo Twitter ha risposto ad alcune curiosità dei tifosi che hanno scritto in tantissimi utilizzando l’hashtag #AskKareem.

Difficile riassumere in poche parole quella che è stata la carriera di uno dei mostri sacri della pallacanestro. Kareem ha iniziato il suo viaggio in NBA nel 1969 con i Milwaukee Bucks che lo hanno accompagnato fino al 1985. Da quel momento in poi, ha giurato eterna fedeltà ai Lakers ed infatti ha chiuso a Los Angeles la sua carriera nel 1989. In questi 20 anni ha raccolto una caterva di premi e riconoscimenti lungo il percorso. I più importanti? 6 titoli NBA (uno coi Bucks e cinque con i Lakers), 6 volte MVP della regular season e 2 volte MVP delle finali, 19 convocazioni all’All-Star Game, 10 volte inserito nell’All-Team NBA e la lista potrebbe proseguire a lungo. Segni caratteristici? I suoi tipici occhialoni e il suo caratteristico “gancio cielo”.

Le prime domande sono arrivate riguardo i suoi primi passi in NBA nell’anno da rookie ai Milwaukee Bucks. “All’inizio ero un po’ preoccupato e non sapevo come avrei fatto. Poi dopo la prima partita ho capito di poter tenere tutto sotto controllo” così ha risposto Kareem. “Il primo anno mi è servito per capire gli aggiustamenti da fare per diventare un giocatore di alto livello e per fare progressi”. Poi ha sottolineato come uno dei momenti più belli sia stato proprio quello della vittoria del titolo a Milwaukee nel 1971. Tuttavia, nonostante fosse la sua prima apparizione alle Finals, ha rivelato che non aveva provato nessun tipo di pressione. “In quelle finali non abbiamo perso nemmeno una partita. Abbiamo asfaltato i Baltimore Bullets e non siamo mai arrivati ad un punto in cui eravamo tesi dato che le abbiamo vinte tutte”.

Non sono mancate poi le domande riguardo ai suoi tratti distintivi. Ha svelato così quale fosse stata l’origine dei suoi tipici occhialoni: “Ho iniziato ad indossarli dopo essermi fatto male ad un occhio nel 1973. E’ stato difficile finché ho trovato quelli che non disturbavano la mia visuale periferica”. Poi ha raccontato com’è nato il suo “gancio cielo” e se qualcuno potrà mai riprodurlo. “L’ho imparato durante la scuola elementare provando una mossa resa celebre da George Mikan. Wilt (Chamberlain, ndr) ha stoppato uno dei miei ganci nel mio anno da rookie, poi non è più riuscito a marcarmi”. In seguito ha continuato: “Non so se qualcuno potrà mai replicare il mio stile, ma possano provarci”.

Qui di seguito riportiamo integralmente una serie di domande e risposte che Abdul Jabbar ha rilasciato in merito a curiosità su giocatori del presente e del passato.

Chi diresti che nel basket di oggi emuli di più il tuo stile di gioco?”. “Anthony Davis penso sia il giocatore che mi somigli di più, anche se io non ho mai tirato da tre punti come fa lui. Tuttavia, molti aspetti del suo gioco sono simili ai miei”. Ebbene, una investitura niente male per AD.

Quali sono stati i tuoi compagni di squadra preferiti con cui hai giocato insieme durante la tua carriera?”. “Questa è una domanda difficile. Oscar Robertson, Magic Johnson e James Worthy”.

Se stessi giocando in questa era, con chi ti piacerebbe giocare in squadra assieme?”. “Mi piacerebbe giocare con Kevin Durant: il suo tiro da fuori e il mio gioco dentro al campo insieme avrebbero davvero completato il gioco dell’altro”. Difficile dargli torto: due giocatori che, per caratteristiche, se avessero potuto giocare assieme sarebbero stati probabilmente straripanti.

Quando sei cresciuto chi era il tuo giocatore preferito?”. “Bill Russell era e rimane il mio eroe. Ha vinto 11 titoli. Nessuno può confrontarsi con lui”.

Cosa ne pensi della squadra attuale dei Bucks?”. “Sono molto forti e sono su alti livelli. Ora come ora hanno il miglior record della lega e mi piacerebbe vederli vincere un titolo”.

Se potessi trasportare uno degli attuali giocatori NBA indietro nel tempo in una delle tue squadre, chi sarebbe e in quale squadra lo aggiungeresti?”. “Bella domanda. Senza dubbio LeBron: e i Lakers sarebbero la squadra giusta”.

Possiamo, quindi, sicuramente dire, che è stata una bella carrellata di risposte che hanno fatto fantasticare tutti i tifosi e che hanno lasciato probabilmente qualche fantasia interessante.

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