Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsHouston RocketsKevin Durant: “Reunion con Westbrook? Sarebbe una figata”

Kevin Durant: “Reunion con Westbrook? Sarebbe una figata”

di Mario Alberto Vasaturo

Kevin Durant apre alla possibilità di una clamorosa reunion con Russell Westbrook. Dopo l’infortunio al legamento crociato di Fred VanVleet, gli Houston Rockets stanno valutando tutte le opzioni per colmare il vuoto in cabina di regia, e il nome dell’ex MVP è tornato a circolare con insistenza.

Ospite nel programma Up & AdamsDurant ha ammesso di aver sentito le voci su un possibile approdo di Westbrook a Houston, pur precisando di non aver avuto contatti diretti con la franchigia. «Averlo qui sarebbe una figata», ha detto KD, lasciando aperta la porta a un nuovo capitolo con il suo ex compagno di squadra.

I due condivisero otto stagioni agli Oklahoma City Thunder, fino al 2016, quando Durant decise di firmare per i Golden State Warriors, scelta che incrinò il loro rapporto. All’epoca Westbrook reagì con una foto enigmatica di cupcake, un termine che nello spogliatoio dei Thunder indicava chi veniva considerato “molle”. Col passare del tempo, tuttavia, l’astio tra i due sembra essersi dissolto, e oggi la possibilità di rivederli insieme non appare impossibile.

Dal punto di vista tecnico, la questione è più complessa. Nonostante le sue medie ancora dignitose (13,3 punti e 6,1 assist lo scorso anno con Denver), Westbrook fatica a trovare una squadra disposta a puntare su di lui. Il suo stile di gioco, esplosivo ma poco compatibile con un sistema moderno basato su spacing e tiro da tre, resta il principale ostacolo. A ciò si aggiungono i contrasti vissuti con lo staff dei Nuggets, che lo hanno spinto verso l’addio.

Ime Udoka, tecnico dei Rockets, potrebbe affidarsi a Reed Sheppard o a un sistema di regia condivisa con Durant, Amen Thompson e Alperen Şengün. Ma nessuna di queste soluzioni sembra in grado di sostituire davvero VanVleet.

In questo contesto, Westbrook rappresenta un’incognita affascinante: esperienza, leadership e intensità non gli mancano. Tuttavia, resta da capire se la “Westbrook experience” possa funzionare meglio a Houston di quanto non abbia fatto con Lakers, Clippers e Nuggets

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