Kevin Garnett è il primo hall of famer della classe del draft 2020 a parlare dal palco della Naismith Memorial Basketball Hall of Fame: “Ho chiesto io di andare per primo, perché so che qui dopo di me ci sono i veri grandi. E in più volevo che Bill Russell potesse vedere in diretta il mio discorso prima che vi addormentiate tutti!“.
Da giocatore passato con successo direttamente dal liceo alla NBA, Garnett ha quindi ricordato i tanti giocatori che prima di lui hanno percorso questa strada, da Moses Malone a Spencer Haywood. KG ha citato quindi Magic Johnson, Michael Jordan e Isiah Thomas, sul palco con lui, quali ispirazioni di una carriera e modelli da seguire, “Quando ero ragazzino, Thomas mi diede un grande consiglio quando dovetti decidere se passare alla NBA direttamente dal liceo, e per questo lo ringrazio profondamente“.
Un discorso orgoglioso quello di Kevin Garnett, che nel suo lungo elenco di ringraziamenti è altrettanto attento a non citare direttamente le persone con cui in passato i contrasti non sono mancati, come ad esempio l’ormai ex proprietario dei Minnesota Timberwolves Glen Taylor e Ray Allen e Rajon Rondo, suoi compagni di squadra ai tempi dei Celtics campioni NBA.
“Io sono un ragazzo del sud, nato in South Carolina, e il mio carattere intenso l’ho ereditato da mia madre. Una donna passionale e gelosa del suo lavoro, per cui se avete qualcosa da dire sulla mia intensità in campo, prendetevela con lei“, Garnett ringrazia quindi la madre, Shirley, e le sue sorelle maggiori: “Sono state una roccia su cui contare” e la sua famiglia e le figlie.
Kevin parla poi del legame speciale con la città di Chicago, che lo ha adottato sin dai tempi della high school a Farragut Academy: “I coach, e giocatori come Ronnie Fields, uno dei migliori compagni di squadra mai avuti. E tutti i posti in cui ho imparato a giocare a basket e che mi hanno preparato alla NBA“.
“Grazie alla città di Minneapolis e a persone come Kevin McHale, Flip Saunders, che riposi in pace, e Sam Mitchell per avermi allenato e aiutato, grazie a Sam Cassell, Gary Trent, Trenton Hassell. Non abbiamo mai vinto a Minneapolis ma voglio dire grazie alla città e allo stato del Minnesota“.
Garnett parla poi dei Boston Celtics, la squadra con cui vinse il titolo NBA nel 2008, e cita compagni e allenatori di allora: “Grazie a Doc Rivers, Danny Ainge (…) mi avete insegnato a essere un giocatore e una persona migliore. A Paul Pierce, sei mio fratello e ti aspetto qui su questo palco l’anno prossimo. Celtic Nation ti amo, siete tutti miei fratelli“. KG cita poi i suoi coach e compagni di squadra a Brooklyn Nets e nella nazionale USA, con cui Garnett vinse la medaglia d’oro a Sidney alle Olimpiadi del 2000.
“Io ho giocato a basket con passione e con impegno. Grazie a Tim (Duncan, ndr) con te sono state battaglie epiche in campo, non le dimenticherò mai. Grazie a te e a Rasheed Wallace per avermi permesso di salire di livello“.

