Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State Warriors Klay Thompson il sesto uomo: “Ho ingoiato l’ego e pensato a Ginobili”

Klay Thompson il sesto uomo: “Ho ingoiato l’ego e pensato a Ginobili”

di Michele Gibin
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Dopo un lungo lavoro di diplomazia, coach Steve Kerr è riuscito a far accettare a Klay Thompson il ruolo di sesto uomo nell’ultima partita prima della pausa per l’All-Star Game contro gli Utah Jazz, e Klay è stato proprio l’uomo decisivo.

Partito dalla panchina per la prima volta dal 2012 quado era un rookie, e i Golden state Warriors una squadra perdente, Thompson ha segnato 35 punti con 7 su 13 da tre per battere Utah 140-137, in una partita men che normale di Stephen Curry al tiro (16 punti ma 10 assist).

Klay Thompson ha giocato 28 minuti e prodotto la sua miglior partita della stagione, ci ha aggiunto 6 rimbalzi e un +7 di plus\minus che conta in una gara risolta all’ultimo tiro. E che è andata bene per Golden State anche grazie ai pasticci nel finale dei Jazz, con John Collins che sul 138-137 Warriors raccoglie il rimbalzo d’attacco su un errore di Lauri Markkanen, e invece di appoggiare a canestro spara un passaggio in quinta fila cercando Keyonte George dietro l’arco dei tre punti (ma perché?).

Dopo due tiri liberi di Curry, i Jazz hanno avuto un’ultima chance di pareggiare ma sono stati graziati da Collin Sexton, che sulla rimessa con una finta manda a farfalle Brandin Podziemski che se lo perde, ma dall’angolo destro sbaglia la tripla.

Vittoria che ha riportato i Golden State Warriors (27-26) sopra al 50% di vittorie in stagione, e che ha reso più dolce la transizione in panchina per Klay Thompson. “Quando vieni bocciato così puoi fare due cose. Puoi piangerti addosso oppure puoi reagire e rispondere. E io penso di aver fatto questo oggi, e bene anche. E comunque sia, alla fine giocherò sempre tanti minuti, per me si tratta di lasciare un po’ da parte l’ego e non pensare alla panchina e a tutto il resto. Diciamo che ho pensato a Manu Ginobili, uno che ha vinto 4 anelli e una medaglia d’oro. Ed è uscito dalla panchina per tutta la sua carriera (nella NBA, ndr). E non penso ci fosse qualcuno che non fosse d’accordo sulla sua entrata nella Hall of Fame“.

Klay Thompson? Penso abbia gestito bene la novità” ha detto coach Steve Kerr “Non è semplice uscire dalla panchina dopo 12 anni ma Klay è un campione, e ha risposto da campione“. Kerr ha inserito Podziemski al posto di Thompson in quintetto ma ha scelto Klay per tutto il quarto periodo, Thompson si è distinto anche in difesa su Keyonta George nel penultimo possesso di Utah, contendendo la sua penetrazione a canestro.

Ho voluto raccogliere la sfida e dimostrare al coach che avrei risposto da campione quale sono (…) qui si gioca per la squadra e non per il nome scritto dietro, sulla schiena“.

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