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Grizzlies-Knicks finisce in rissa. Morris a Crowder: “Sei una donnicciola”

di Francesco Catalano

La nottata NBA oltre ad un altro bel ricordo dedicato a Kobe Bryant dal Barclays Center di Brooklyn ed in particolare di Kyrie Irving, è stata caratterizzata anche da un brutto episodio nel match tra New York Knicks e Memphis Grizzlies che ha visto come protagonisti Elfrid Payton, Jae Crowder e Marcus Morris.

La partita era già indirizzata sul punteggio di 124 a 106 per gli ospiti e mancavano solo 48 secondi al termine. Tuttavia, Crowder ha intercettato un passaggio di rimessa in campo dei Knicks e ha indietreggiato fino alla linea dei tre punti per tentare il tiro dall’arco. Un gesto un po’ provocatorio che ha fatto andare su tutte le furie Payton, a cui era diretto il passaggio. La guardia dei Knicks così ha lanciato con violenza l’ex Utah Jazz contro la prima fila di posti a bordocampo.

Subito dopo è scoppiato un parapiglia tra i due giocatori, a cui si è aggiunto Marcus Morris. In seguito le due squadre, comprese le panchine, hanno cercato di allontanare i due giocatori. Crowder e Morris sono stati espulsi e Payton si è visto comminare il secondo flagrant che lo ha portato anche a lui negli spogliatoi.

Nel post-partita poi i giocatori dei Knicks hanno rincarato la dose. Mentre il giocatore dei Grizzlies ha preferito non rilasciare commenti. Morris ha così commentato l’atteggiamento di Crowder.

Ha un sacco di tendenze femminili sul campo. E’ un gioco da uomini e siamo stufi di questo. Quando torni indietro e tiri da tre … è un gesto anti-professionale. E’ leggero. Il modo in cui gioca è leggero. Si comporta come una donna”.

Subito dopo però tramite il suo profilo twitter l’ex Celtics ha ritrattato anche per via delle frasi spiccatamente maschiliste che ha pronunciato. Si è scusato col mondo femminile dichiarando che non era sua intenzione provocare nessuna discussione sessista. Tuttavia, non si è scusato col giocatore dei Grizzlies.

Anche Payton, al termine dell’incontro, ha rimarcato il suo  gesto. “Era un tiro privo di rispetto. Lo avrei fatto di nuovo. Significa non avere rispetto per il gioco”.

Alla fine a mettere ancora benzina sul fuoco ci ha pensato Ja Morant. La seconda scelta assoluta del draft 2019 ha infatti denunciato il fatto che negli spogliatoi degli ospiti non andasse l’acqua calda e che fossero disponibili solo tre docce.

Un episodio sicuramente increscioso che non fa un bell’effetto nella settimana in cui tutte le squadre e i palazzetti ricordano Kobe Bryant.

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