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Mercato NBA 2020 la lista della spesa per la deadline: Western Conference

di Michele Gibin

La trade deadine 2020 del mercato NBA si avvicina, e non tutte le squadre faranno per forza la loro mossa, con gli equilibri che verranno mossi dai “pezzi grossi” (Kevin Love, Andre Drummond, Andre Iguodala) e da quei team alla ricerca di rinforzi immediati per puntare ancora più in alto (Boston Celtics, Miami Heat) o perfezionarsi nella seconda parte di stagione (Lakers, Clippers, Houston Rockets, Philadelphia 76ers), con uno sguardo il più lontano possibile verso la post-season.

Altre squadre, che dalla loro stagione hanno già oggi ben poco da chiedere (Cleveland Cavs, Atlanta Hawks, Charlotte Hornets), cercheranno scelte future e si renderanno disponibili ad accogliere contratti pesanti e sgraditi, guardando già al draft NBA 2020 ed alla prossima stagione.

A quasi due settimane dallo scadere della trade deadline 2020 (notte tra il 6 e 7 febbraio 2020) poche le trade sinora realizzate: i Jazz hanno trovato in Jordan Clarkson un realizzatore dalla panchina, sacrificando due future seconde scelte e Dante Exum. I Portland Trail Blazers hanno risparmiato circa 12 milioni di dollari complessivi spedendo Anthony Tolliver e Kent Bazemore ai Sacramento Kings, in cambio di Trevor Ariza, Caleb Swanigan (un ritorno per lui) e Wenyen Gabriel.

I Dallas Mavericks hanno individuato infine in Willie Cauley-Stein il sostituto dello sfortunato Dwight Powell: ai Golden State Warriors una seconda scelta 2020 in cambio, e circa 5 milioni di dollari di luxury tax in meno.

Dopo aver dato dei suggerimenti alle 15 squadre della Eastern Conference, passiamo ai raggi X le possibilità per le 15 rivali della Western Conference, raccolte per Division.

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